Di Maio: “Per fare ciò che vogliamo ci vogliono 5 anni”. Conte: “Crisi M5S? Momento di transizione”

Il capo politico dei 5stelle: “Dall'esito delle regionali non dipende il destino del governo nazionale. E, comunque, se e quando stare in questo governo non ci stara' piu' bene lo diremo da soli"

Siamo al governo da 18 mesi, ma per fare tutto quello che vogliamo fare ci vogliono 5 anni. Chi non ha fatto niente per 30 anni oggi viene da me, che ho 30 anni, rimproverandomi di non avere fatto abbastanza”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio intervenendo a Sciacca (Agrigento), in un incontro con simpatizzanti ed elettori del Movimento 5 Stelle, in una delle tappe del suo tour siciliano.

“Quando siamo arrivati al governo ci siamo chiusi la’ dentro perche’ volevamo fare tutto il possibile e il prima possibile. Ma mi sono accorto che mentre, in buona fede, facevamo questo, perdevamo sempre piu’ il contatto con la gente“.

“Lasciamo in pace i cittadini di Calabria ed Emilia Romagna, vengono trattati come persone che non sanno votare, in molti li considerano solo alla stregua di percentuali per calcoli elettorali. Dall’esito delle regionali non dipende il destino del governo nazionale. E, comunque, se e quando stare in questo governo non ci stara’ piu’ bene lo diremo da soli”.

Di Maio è comunque sotto attacco, la sua leadership viene messa sempre più in discussione nel Movimento. Ma il premier Giuseppe Conte parla di un momento passeggero: “Il Movimento 5 Stelle in questo momento e’ in una fase di transizione” – dice il presidente del Consiglio – “Luigi Di Maio, che e’ il capo politico, aveva annunciato che il Movimento aveva bisogno di un processo di ristrutturazione, di rinnovamento interno. Adesso, tra l’altro, lo ha ufficializzato, quindi e’ chiaro che dobbiamo dare un attimo di tempo al Movimento per completare questa fase di transizione”.

Intanto scatteranno a breve le ‘regionarie’ del Movimento 5 Stelle in Emilia-Romagna, con gli attivisti che dai prossimi giorni potranno proporre sulla piattaforma Rousseau la propria candidatura.