Deputati Pd eletti oltre confine: ‘Italia sottovaluta gli italiani all’estero’

"Desolante avvio al Senato del cammino della riforma costituzionale e giornata molto amara per gli italiani all’estero. Per gli italiani, il fatto che la Camera Alta della Repubblica, impegnata a ridisegnare il modello istituzionale del Paese, sia stata ridotta ad un luogo di pura schermaglia parlamentare e di manovre dilatorie non è certamente un messaggio ricostituente per la credibilità della democrazia e per il rispetto delle istituzioni". Lo sottolineano in una nota i deputati PD Estero Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Francesca La Marca e Fabio Porta che aggiungono: "Per gli italiani all’estero vedere che un’intera giornata di lavoro sia stata consumata nel tentativo, per ora vanificato, di abolire la circoscrizione Estero rappresenta la conferma di quanto inadeguata e provinciale sia una parte della classe dirigente, alla quale pure tocca la responsabilità di traghettare il Paese oltre una crisi profonda e prolungata".

"Vorremmo essere chiari su un punto – sottolineano i deputati del Pd eletti all’estero – è del tutto legittimo discutere della sopravvivenza della circoscrizione Estero, anche se la Costituzione ne parla come la soluzione più adatta a garantire l’effettività dell’esercizio di un diritto primario di cittadinanza qual è il voto. Ciò che è sconcertante, invece, è descrivere la circoscrizione Estero, come hanno fatto il forzista Minzolini, Giovanardi e diversi esponenti del Movimento 5Stelle, come il terreno del malaffare elettorale e della prevaricazione delle prerogative costituzionali sul voto. Questi personaggi e le forze cui fanno capo, poi, sono gli stessi che non hanno mosso un dito per riformare e mettere in sicurezza il voto per corrispondenza, come da anni il Pd sta proponendo con proposte di legge mirate, e noi in questo più degli altri. Non siamo tanto offesi che si continui a parlare con tanta superficialità e qualunquismo degli italiani all’estero, quanto preoccupati. Preoccupati per l’Italia. Perché è evidente – aggiungono – che non si è ancora capito che in questo momento l’Italia ha più bisogno degli italiani all’estero di quanto gli italiani all’estero abbiano bisogno dell’Italia. Significa sottovalutare, anzi disprezzare, la migliore carta che il Paese ha a disposizione per la sua ripresa e per il suo riaccreditamento internazionale".

"Non meno sconcertanti, inoltre, – dicono Farina, Fedi, Garavini, La Marca e Porta – ci sono apparse le argomentazioni addotte a difesa della rappresentanza estera addirittura da qualche eletto all’estero intervenuto nel dibattito. Difendere la circoscrizione Estero ed affermare che la rappresentanza che da essa promana debba essere abolita alla Camera, che sarà l’unico ramo del Parlamento dotato di piene prerogative costituzionali, significa farsi un gigantesco autogol. Quindi il voto che esprimono i cittadini all’estero vale la metà di quello degli altri cittadini dal momento che non serve per approvare le leggi fondamentali dello Stato? E di fronte ad Senato eletto in modo indiretto come si può pensare che l’intera rappresentanza possa avere un suo spazio? Ammesso che si acceda all’idea, per ora scartata, di un Senato elettivo, si può pensare in buona fede che la circoscrizione Estero sopravviva per sei eletti, e forse meno?" si chiedono gli esponenti del Pd.

"Interrogativi senza risposta – concludono gli eletti all’estero – che fanno capo ad una domanda più generale, forse di natura retorica: di fronte ad un Governo che propone di riconoscere ai cittadini all’estero parità di valore del voto e di rappresentanza, qual è il senso di un rifiuto che provenga da alcuni degli stessi eletti all’estero? Il pur legittimo tentativo di difendere una presenza estera nel nuovo Senato è così pervasivo (o così corporativo) da sacrificare la parte più rilevante della rappresentanza dei cittadini all’estero?".

"Siamo appena agli inizi, si diceva, e ci sarà modo di vedere quale piega prenderà il confronto: se ristagnerà in queste acque melmose o se riuscirà a elevarsi verso obiettivi di seria riforma, come i cittadini reclamano. Intanto, ci conforta il proposito enunciato sia dal presidente Renzi che dal Ministro Boschi che il passaggio della legge costituzionale alla Camera servirà non solo a compiere altri passi avanti, ma anche a contrastare qualche discutibile proposito".