Dalla Liguria alla Repubblica Dominicana, una storia di emigrazione, coraggio e successo che attraversa quasi due secoli di storia.
Nella seconda metà dell’Ottocento, quando migliaia di liguri lasciavano l’Italia alla ricerca di nuove opportunità nelle Americhe, da Zoagli partì ancora ragazzo Giovanni Battista Vicini.
La sua destinazione fu Santo Domingo, dove sarebbe arrivato tra il 1859 e il 1860.
Vicini iniziò come apprendista in uno zuccherificio, esperienza che avrebbe rappresentato il punto di partenza di una straordinaria ascesa economica. Nel 1883, dopo essere stato ribattezzato Juan Bautista, costruì nei pressi di Yaguate il proprio zuccherificio, che chiamò significativamente Italia.
La crisi del mercato dello zucchero non fermò la sua ascesa. Attraverso una serie di ipoteche, Vicini finì per acquisire diversi impianti locali, consolidando progressivamente la propria posizione nel settore.
Da quella storia imprenditoriale sarebbe nata una delle famiglie più influenti della Repubblica Dominicana.
Dal secondo matrimonio di Vicini nacque infatti Juan Bautista Vicini Burgos, destinato a ricoprire un ruolo di primo piano nella storia politica dominicana: fu presidente provvisorio della Repubblica Dominicana dal 1922 al 1924.
Oggi l’eredità di quella famiglia è legata anche a INICIA, società di gestione patrimoniale che investe in diversi settori strategici, dall’energia all’agroindustria, dai servizi finanziari al turismo, fino all’immobiliare e alle infrastrutture.
Una realtà considerata tra i principali gruppi finanziari dei Caraibi e dell’America Centrale.
Una vicenda che racconta, ancora una volta, quanto l’emigrazione italiana abbia contribuito alla crescita economica e sociale dei Paesi in cui i nostri connazionali hanno costruito la loro nuova vita.
E tutto ebbe inizio con un giovane ligure partito da Zoagli, dall’altra parte dell’oceano.































