Cultura, Kyenge: più fondi per lingua italiana e integrazione

L’italiano è scelto ogni anno nel mondo da 700 mila studenti e rappresenta la quarta lingua più studiata con 70 milioni di italiani madre lingua e 131 milioni di persone che la usano come seconda lingua. È anche per questo che, secondo la Uil Scuola, che questo pomeriggio a Roma ha organizzato il dibattito su "Lingua e cultura italiana come strumento di integrazione in Italia e nel mondo", è così importante investire sempre di più nell’insegnamento della nostra lingua all’estero e ai migranti presenti sul nostro Paese. "Bisogna valorizzare la lingua italiana – ha commentato la deputata Fucsia Nissoli Fitzgerald (SC), eletta nella circoscrizione America settentrionale e centrale -, affrontando con più efficacia il tema della certificazione unitaria e degli standard per l’insegnamento all’estero della lingua italiana".

Dalla scuola, secondo il presidente del Comitato italiani all’estero della commissione Esteri della Camera Fabio Porta (Pd), passa anche l’integrazione: "L’insegnamento della storia dell’emigrazione nelle scuole serve non solo per riappropriarsi di questa storia di ricchezza unica che è la presenza di più di 70 milioni di italiani nel mondo, ma anche per dare alle giovani generazioni gli strumenti multidisciplinari per affrontare in maniera adeguata la presenza dei loro compagni venuti da fuori". Per adesso la legge sulla "promozione della conoscenza dell’emigrazione italiana nel quadro delle migrazioni contemporanee", di cui Porta è primo firmatario, è stata assegnata in sede referente alla commissione Cultura della Camera il 30 settembre.

Maggiore impegno dunque ma anche più risorse, come ha sottolineato chiudendo il convegno il ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge: "Per l’integrazione servono risorse e una rete sul territorio, aumentando i luoghi dove si può imparare la lingua italiana e fare l’esame per verificare il livello d’insegnamento".