Cucina italiana, il ritorno della vera pajata romanesca

Una notizia che farà molto piacere agli appassionati della cucina italiana e di quella romana in particolare. Dopo quattordici anni tornano sulle tavole degli italiani la pajata romanesca e tutti i salumi che per tradizione sono confezionati con il budello di bovino. Con la pubblicazione infatti nella odierna Gazzetta Ufficiale Ue del Regolamento 2015/1162 e’ diventata effettiva la modifica alla lista, votata lo scorso 17 marzo, di porzioni di organi e tessuti considerati materiale animale da eliminare dopo l’allarme scaturito dai casi riscontrati nel 2001 di encefalopatia spongiforme bovina o Bse (meglio nota come "Mucca pazza"). In conseguenza di questa emergenza sanitaria, la Ue aveva nesso praticamente al bando la colonna vertebrale dei bovini e l’intero pacchetto intestinale. Con la triste conseguenza di vedere sparire dalla tavola prelibati piatti della tradizione qual è la pajata romanesca.

"Grazie alla nostra battaglia sulla sicurezza si amplia la gamma dei prodotti esportabili ed e’ una buona notizia per il Made in Italy", e’ il commento del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. ”Un risultato eccellente – continua il ministro – che ripaga il nostro Paese degli sforzi compiuti in materia di controlli negli ultimi quattordici anni dai servizi veterinari del Ministero della Salute e da quelli regionali”.

"Questa decisione mette fine ad un doloroso divieto – osserva il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo – e apre le porte al definitivo ritorno del piatto piu’ tipico della tradizione romana nella sua forma originale ma anche a tutti i salumi che per tradizione sono confezionati con il budello di bovino”.

Il consigliere regionale del Lazio, Pietro Di Paolo, in una nota commenta: “Il ritorno della pajata, dopo 14 anni, e’ una notizia straordinaria per la gastronomia romana, che puo’ finalmente riportare in tavola uno dei suoi principali piatti tipici, e per tutto il made in Italy”.