Crisi, Letta: ‘l’Italia può farcela’. L’euro? ‘Non è una sciagura’

912775 : (Riccardo Antimiani / EIDON), 2013-04-27 Roma - Quirinale - Il Presidente del Consiglio Enrico Letta presenta il nuovo Governo - Enrico Letta - Roma 27 Apr 2013 Enrico Letta Quirinale - Il Presidente del Consiglio Enrico Letta presenta il nuovo Governo (EIDON) - fotografo: Riccardo Antimiani / EIDON

In vista dell’intervento al meeting di Rimini, prendendo atto delle critiche di Sergio Marchionne (Fiat), il presidente del Consiglio Enrico Letta ammette: “E’ vero: fare industria in Italia è difficile, perché molti fattori di svantaggio competitivo – esogeni ed endogeni al sistema produttivo italiano – condizionano i processi economici e sociali". Tuttavia, “su questi fattori stiamo lavorando e continueremo a farlo per dimostrare a tutti che, per quanto sia difficile, fare impresa in Italia è possibile". "Penso – prosegue Letta – ai tanti provvedimenti approvati nei nostri primi 100 giorni. Penso al ‘decreto Fare’ e alle misure contro la burocrazia eccessiva, allo sblocco dei cantieri delle infrastrutture, alla nuova ‘Legge Sabatini’ che incentiva l’acquisto di macchinari da parte delle piccole e medie imprese. Penso agli ‘ecobonus’ per il risparmio energetico, gli elettrodomestici, i mobili. Penso al nuovo Piano della Cassa depositi e prestiti che il governo, nella sua funzione di azionista, ha contribuito a indirizzare nella direzione di una nuova politica industriale, più selettiva e lontana anni luce dalla logica degli investimenti a pioggia. Penso, infine, al grande progetto ‘Destinazione Italia’, che presenteremo a settembre per ribadire un messaggio chiaro: vale la pena investire in Italia".

A chi considera l’euro una sciagura Enrico Letta risponde che si tratta di "una sciocchezza". "L’Euro non è una sciagura. Il punto è che si tratta di un solo tassello della più ampia, e ambiziosa, Unione economica e politica. In questa prospettiva tutti gli strumenti adottati non devono avere il sapore della contingenza, ma puntare diritto verso una maggiore integrazione. Penso, ad esempio, all’Unione bancaria. La stiamo sostenendo con grande convinzione e continueremo a farlo nei prossimi Consigli europei, ponendo poi il tema al centro del semestre di presidenza dell’Ue, l’anno prossimo".

Quella che Enrico Letta auspica "non è l’Europa del rigore e basta, ma l’Europa dei popoli, quella che costruisce risposte concrete ai bisogni e ai problemi veri delle persone". E le conclusioni del Consiglio europeo di giugno contro la disoccupazione, "segnano un cambio di passo. E’ in tale direzione che vogliamo e possiamo continuare a insistere". "Ci sono – afferma il premier – nuovi protagonisti dell’ordine mondiale, un G20 sempre più determinante sulle grandi questioni globali, paesi emergenti che crescono sistematicamente a tassi a due cifre. Ho potuto appurarlo con i miei occhi visitando qualche giorno fa l’Azerbaijan: il mondo cambia, il mondo corre. L’Italia, da sola, non può semplicemente reggere questa rivoluzione. Può, invece, farcela a tornare a competere solo dentro un’Europa più solida e unita, anche e soprattutto sul piano politico. Parlo però – e ne parlerò nel mio intervento a Rimini – di un’Europa diversa da quella che abbiamo osservato in questi anni di crisi".

L’Italia è pronta a risollevarsi: “I sacrifici li abbiamo fatti e li stiamo facendo non perché ci sia qualcuno a imporceli, ma perché siamo un Paese adulto che vuole ricominciare a costruire il futuro dei propri figli. Un Paese che vuole parlare quel linguaggio della verità e della responsabilità" al quale Napolitano "ci ha richiamato. L’Italia può farcela: questo è il messaggio". "Dobbiamo prima di tutto avere maggiore fiducia in noi stessi, uscire da quella cappa di sottovalutazione, autolesionismo, che troppo spesso ci toglie ossigeno. Dimostrare all’Europa e al mondo che non c’è più bisogno che ci si dica di fare i ‘compiti a casa’".