Costituzionalista Ceccanti a ItaliaChiamaItalia: ‘Eletti all’estero solo al Senato’

Porcellum bocciato dalla Consulta: abbiamo votato con una legge incostituzionale. Stefano Ceccanti, costituzionalista, ha spiegato a ItaliaChiamaItalia che la bocciatura dell’attuale legge elettorale non delegittima comunque il Parlamento. "La sentenza si applica da qui in avanti, il problema è politico". Una soluzione? "Trovare l’accordo politico per estendere il Mattarellum con i collegi uninominali del Senato anche alla Camera".

Nel Palazzo esistono anche 18 eletti all’estero, eletti oltre confine con le preferenze. A questo punto, dopo la decisione della Corte costituzionale, sembrerebbe che proprio loro siano gli unici ad essere legittimati a stare in Parlamento. Ceccanti, a colloquio con Italiachiamaitalia.it, conferma: “Sì, i parlamentari della circoscrizione estero sono legittimati dalla preferenza”, tuttavia – aggiunge – “su di loro pesano troppi brogli, quel sistema di voto fa acqua da tutte le parti”. Dunque? Come pensa, Ceccanti, che potrebbe essere migliorato questo sistema? Ed è d’accordo con chi, come Quagliariello, vorrebbe abolire la circoscrizione estero? “Penso che la circoscrizione estero andrebbe lasciata solo al Senato, mentre alla Camera si potrebbero votare, sempre per corrispondenza, candidati che, però, si presentano in Italia, anche se residenti all’estero”.

Per quale motivo questa differenziazione?

“Il Senato non dovrebbe avere un ruolo nella fiducia al Governo e quindi, come camera delle regioni, includerebbe anche la regione estero. Alla Camera, invece, si giocherebbe la fiducia al governo, quindi chi vi siede riveste un ruolo più delicato”.

Non e’ tempo di mandare in pensione il voto per corrispondenza? Non si potrebbe applicare il voto elettronico che il Pd sta già usando per le primarie all’estero?

“Si possono studiare molte forme che garantiscano la segretezza del voto, sicuramente più certe di quello attuale. In questo momento, però, mi preoccupa di più il sistema interno italiano, dopo la sentenza preoccupante della Consulta”.