CORONAVIRUS | Di Maio: “Tornati in Patria 60mila italiani, 420 operazioni da oltre 90 Paesi”

Il titolare della Farnesina: “È la più grande operazione di rimpatrio mai realizzata dal nostro Paese. Inedita e mai simulata”

“L’azione della Farnesina e di tutta la sua rete per favorire il rientro dei connazionali è stata, e rimane, incessante”. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in audizione davanti alle Commissioni Esteri di Camera e Senato su questioni di competenza nella gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

“Subito dopo il manifestarsi dei primi casi di Coronavirus in Cina, l’Unità di Crisi era stata impegnata – lo ricorderete – nelle prime operazioni di rimpatrio. Con 3 voli militari (di cui uno in biocontenimento per il giovane Niccolò) e grazie ad un lavoro di squadra con il Ministero della Difesa, furono riportati a casa circa 70 connazionali bloccati a Wuhan e, successivamente, altri 20 rimasti a bordo della nave Diamond Princess – continua il ministro – Come sapete, a partire dal 10 marzo, sempre più Paesi hanno adottato misure – in alcuni casi drastiche, in altri progressive – di chiusura del traffico aereo, marittimo e terrestre. A seguito dell’espandersi dell’epidemia al resto del mondo, tutta la nostra rete estera si è attivata per sostenere i connazionali nell’individuare, in costante raccordo con le Autorità locali, mezzi e itinerari per rientrare in Italia. L’Unità di crisi riceve oggi una media di 5 mila telefonate e oltre 1.500 mail al giorno. E migliaia di richieste di assistenza vengono rivolte direttamente alle task force consolari da noi appositamente create nei Paesi con maggiore presenza di connazionali da rimpatriare”.

“E considerate – continua Di Maio – che sia alla Farnesina che nelle sedi all’estero abbiamo anche noi adottato misure per tutelare il personale dai rischi di contagio. Pur ricorrendo massicciamente al lavoro “agile”, abbiamo continuato a garantire i servizi essenziali e l’assistenza ai connazionali”.

“Sono assolutamente consapevole che rimangono ancora criticità. Non risparmieremo energie finché l’ultimo dei nostri connazionali, fino ad ora impossibilitato a rientrare e che ne abbia diritto, non sarà di nuovo a casa. Fatemi comunque sottolineare quanto realizzato finora.

Ad oggi, oltre 60 mila italiani sono riusciti a tornare in patria e in sicurezza, grazie soprattutto a voli commerciali ‘speciali’, ossia organizzati – con il supporto della Farnesina – in deroga alla sospensione del traffico aereo. È la più grande operazione di rimpatrio mai realizzata dal nostro Paese. Inedita e mai simulata.

Un risultato possibile anche grazie alla preziosa collaborazione delle compagnie aeree. Mi riferisco in particolare ad Alitalia, Neos, Blue Panorama e AirDolomiti.

Ringrazio anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero della Salute e il Ministero della Difesa. Oltre alla via aerea, i rimpatri sono avvenuti con traghetti o pullman. Ciò ha richiesto la collaborazione delle autorità locali, anche in questo caso in deroga alle chiusure dei confini terrestri o alla sospensione del traffico passeggeri via mare. In totale, sono finora quasi 420 i mezzi commerciali – voli, traghetti e pullman – che hanno consentito il rientro degli italiani temporaneamente all’estero. Le operazioni hanno coinvolto oltre 90 Paesi”.