Colosseo chiuso, Renzi ai sindacati: ‘Non ve la daremo vinta’

Venerdì scorso il caso del giorno è stato quello che ha riguardato il Colosseo, rimasto chiuso fino a tarda mattinata, senza preavviso, a causa di una assemblea sindacale. Disagi e turisti nel caos, polemiche politiche.

Oggi il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, rispondendo a una lettera pubblica sul sito dell’Unità, scrive: “Abbiamo approvato un decreto legge che inserisce i musei nei servizi pubblici essenziali. Certe scene non potranno più accadere". “Certo, ci sono alcuni sindacalisti che pensano ancora di poter prendere in ostaggio la cultura e la bellezza dell’Italia. Non hanno capito che la musica è cambiata. Non gliela daremo vinta, mai. E il decreto legge lo dimostra in modo inequivocabile".

Parole forti e decise, quelle del capo del governo. Che però ancora una volta si vede i sindacati contro. Non solo, come al solito, la CGIE di Camusso. Il segretario generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, scrive in una nota: "Le difficoltà del’Italia non sono e non possono essere tre ore di assemblea al Colosseo, Matteo Renzi e’ fin troppo bravo a gettare fumo negli occhi, scaricando sui lavoratori, che operano sotto organico e con un contratto collettivo non rinnovato dal 2009, colpe non loro".

Ignazio Marino, sindaco di Roma, sulla vicenda commenta: “Il più grande valore economico che Roma può avere è quello legato al turismo, certamente il turismo culturale e, avvicinandosi al Giubileo della Misericordia, il turismo religioso. Una famiglia, che magari ha risparmiato per sette o otto anni, ha pianificato un viaggio e ha quella mattina per vedere il Colosseo, come tornerà a casa non avendo potuto visitare il monumento che nel cuore del mondo è considerato il simbolo di Roma? Tornerà con una grande frustrazione e questo non fa bene a Roma, non fa bene all’Italia e non fa bene all’economia della città”.

Per Gianni Cuperlo, esponente della minoranza dem, “esistono diritti sindacali che vanno tutelati” come quello di assemblea, ma "bisognerebbe avere quella capacità di governo di questi momenti e l’attenzione rivolta anche all’immagine del nostro Paese". E sottolinea: “E’ evidente che la fotografia di centinaia di persone accalcate fuori dal Colosseo che aspettano di entrare e non lo possono fare” non fa bene all’Italia e “non va nella direzione giusta”.