Cittadinanza, Grillo contro lo ius soli. Il PdL: ‘non sarà mai legge’ – di Gabriele Polizzi

Quello della cittadinanza italiana – dunque ius soli o ius sanguinis – continua ad essere uno dei temi al centro del dibattito politico. Quello di Enrico Letta dovrebbe essere un governo di scopo, per mettere in ordine i conti dell’Italia e per aiutare il Paese a uscire dalla crisi; un governo che riesca a fare quelle riforme non più procrastinabili di cui ha bisogno lo Stivale. Non si capisce perché il tema della cittadinanza stia così tanto a cuore a questo esecutivo, che al suo interno vede anche un ministro dell’Integrazione; ministro che, tuttavia, pare abbia inteso di essere il ministro dell’Immigrazione…

E’ stato un venerdì di continui botta e risposta sulle agenzie, per ciò che ha a che vedere con la cittadinanza. E’ Beppe Grillo ad aprire le danze con un post che pubblica sul suo sito in mattinata: “Se si devono cambiare le regole sulla cittadinanza, introducendo lo ius soli, sia un referendum a stabilirlo”, scrive il leader del Movimento 5 Stelle, che sottolinea come questa norma in Europa non sia presente, "se non con alcune eccezioni estremamente regolamentate".

Applaude Ignazio La Russa, Fratelli d’Italia, che una volta tanto si trova d’accordo con il giullare genovese: "Finalmente una posizione chiara e condivisibile da Grillo: no allo jus soli salvo referendum. Ma siccome in italia non esiste il referendum propositivo”, scrive l’ex ministro del governo Berlusconi, “bisogna che ci sia un impegno sin d’ora a promuovere un referendum abrogativo se la maggioranza votasse una legge siffatta. Fratelli d’Italia sicuramente sarebbe in prima linea nella raccolta delle firme". Per La Russa “lo ius soli attirerebbe clandestinamente in Italia partorienti da tutto il mondo”. L’esponente di Fratelli d’Italia si dice invece favorevole “a discutere se e come anticipare di qualche anno l’acquisizione della cittadinanza italiana, oggi fissata in questi casi al compimento dei 18 anni di età per i bimbi nati in Italia da immigrati regolari che abbiano frequentato in Italia tutto il ciclo della scuola dell’obbligo".

Preso atto della posizione di La Russa, Nichi Vendola – leader Sel – prende la palla al balzo: “Ho visto che Grillo aveva fatto un fotomontaggio in cui io sono con Ignazio La Russa; un modo per denigrare Sel. Lui non ha bisogno di un fotomontaggio perche’ oggi lui si ritrova insieme alle opinioni di La Russa” per quanto riguarda lo ius soli. “In un Paese che ha conosciuto l’oltraggio e la vergogna delle leggi raziali e della Bossi-FIni – ha concluso il governatore della Regione Puglia – evidentemente Grillo non pensa che i diritti universali dei cittadini siano una bandiera da far sventolare”.

Secondo la presidente della Camera, Laura Boldrini, che arriva dal partito di Vendola, la cittadinanza agli immigrati "e’ uno di quei temi contemporanei che devono essere all’attenzione dei partiti perche’ sono gli italiani a ritenerlo importante. Se gli italiani e il presidente della Repubblica lo ritengono un tema importante, e’ giusto che la politica se ne occupi".

E mentre la Lega Nord da questo fine settimana inizierà a raccogliere firme contro lo ius soli, Laura Puppato, senatrice Pd, già candidata alle primarie del Partito Democratico, invita il governo a mettersi “subito al lavoro” sulla proposta di sostituire il principio di ius soli a quello di ius sanguinis per conferire la cittadinanza ai figli degli immigrati che nascono in Italia; una cosa da fare “senza se e senza ma”.

Più a sinistra ecco che si fa sentire Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, secondo cui “la cittadinanza alle persone che nascono in Italia è una norma di civiltà”. Ferrero chiede anche “l’abolizione di leggi vergognose come la Bossi-Fini, la cancellazione del reato di immigrazione clandestina e una vera svolta nella diffusione di una cultura dell’inclusione e dell’integrazione". 

Nell’intenso dibattito interviene anche il segretario generale della Cisl, Raffele Bonanni, il quale vuole ricordare a Grillo “che in tanti paesi liberi e democratici del mondo, come gli Usa, il Canada, il Brasile, l’Argentina, la stessa Francia, lo ‘ius soli’ e’ la regola principale per ottenere la cittadinanza”. Peccato che l’Italia non sia né la Francia né il Canada e che abbia una storia alle spalle completamente diversa, oltre alla sua posizione geografica.

ItaliaChiamaItalia, i più attenti lettori lo avranno già capito leggendo i nostri articoli e le nostre opinioni in questi giorni, è contro lo ius soli “puro”, quello che vuole regalare la cittadinanza italiana a chiunque nasca in Italia da genitori immigrati che si trovino nel nostro Paese. Dunque, ci confortano le posizioni di alcuni esponenti politici, come quella di Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, esponente di punta del PdL: “Su questo tema non si scherza. La concessione della cittadinanza – spiega – ha implicazioni di carattere sociale e culturale tali da non poter essere ridotte ad un quesito referendario. Le stesse che non faranno mai dello ius soli una legge dello stato italiano”. E’ comunque positivo, per Gasparri, “che perfino Grillo si renda conto che la questione va decisa in ambito europeo e che automatismi e demagogie non hanno spazio". Dunque, no all’acquisizione della cittadinanza in maniera automatica, per nessuno. E soprattutto, lo ius soli – assicura Gasparri – “non sarà mai una legge dello stato italiano”. C’è da augurarselo.