Checco Zalone, il fenomeno è tornato (VIDEO) – di Franco Esposito

“Sole a catinelle” è il titolo del film pregno di comicità e ironia. Racconta e rappresenta, nella figura del protagonista della finzione cinematografica, il frutto di vent’anni di berlusconismo. “Un racconto senza praticare alcuno sconto sui difetti”, assicura serio e credibile Checco Zalone, l’attore comico figura trascinante e trainante della nuova pellicola da oggi nelle sale italiane. Ad onor del vero, sarebbe meglio correggere un tantino il titolo con la sostituzione di una sola parola. Soldi a catinelle suona meglio di “Sole a catinelle”. Soldi a bizzeffe, tanti, per celebrare il ritorno di Checco Zalone sulle scene dopo due anni per così dire sabbatici.

Un film da record annunciato, questo. Un boom e la salvezza per il cinema italiano e per i botteghini. Un tonico per il box-office. Checco Zalone si avvia alla piena occupazione delle sale italiane. Il film è presente da oggi, in contemporanea, in 1250 cinema.

Milleduecentocinquanta copie di un investimento che costa otto milioni di euro al produttore Pietro Valsecchi. Il budget di previsione questo dice.

“Sole a catinelle” è il terzo film di Luca Medici, in arte Checco Zalone, che l’ha scritto in coppia con il regista Gennaro Nunziante. Il film rappresenta anche una sorta di sfida. Che s’annuncia però dall’esito non scontato, perché difficile, ardua. Infatti, non sarà un’agevole impresa, proprio no, battere i 45 milioni guadagnati con “Che bella giornata”. La crisi economica c’è, e si fa sentire in tutta la sua pesantezza. Un problema serio è diventato stornare il prezzo del biglietto del cinema dai bilanci familiari sempre più magri. Praticamente ridotti ai minimi termini. Checco Zalone resta comunque un fenomeno. Vero, autentico, nell’attuale triste momento della cinematografia in Italia.

“Io credo che si possano anche vedere due film in una settimana. Ma date la precedenza al mio, potreste non ritrovarlo la prossima settimana”, chiosa sul disagio economico italiano e sul fenomeno Checco Zalone il protagonista di “Zoran, il mio nipote è scemo”, Giuseppe Battiston, che lotta per l’approdo in sala del suo film. Il rivale vero di Zalone sarà però “Captain Philips” con Tom Hanks.

“Sole a catinelle” mette insieme gag e avventure, le assembla con canzoni e parolacce. È il ritratto di un mondo di evasori tra yacht e champagne, personaggi un po’ così, in mezzo momenti di grande ilarità. Checco Zalone è un venditore di aspirapolvere ottimista posseduto dal mito dei soldi facili. Non riesce a farli però. Promette al figlio una vacanza se a scuola prenderà tutti 10. Il pargolo riesce nell’impresa e il papà piazzista di aspirapolvere è costretto a mantenere parola e promessa. Ma in cosa consiste la vacanza? Il babbo porta il figlio da una zia in Molise, vecchia e soprattutto avara. E così che si ritrova in un ambiente di ricconi esibizionisti di sinistra. Viene scambiato per un faccendiere. Ecco quindi a voi il personaggio prodotto da venti anni di berlusconismo, raccontato senza sconti con tutti i suoi difetti. Senza soldi, squattrinato, e in particolare privo di qualsiasi ideologia. “Difficile far ridere sulla crisi economica” conviene Zalone, coautore di un copione molto veritiero, ancorchè scandito da gag, ironia e situazioni comiche paradossali.

Zalone e Gennaro Nunziata, il regista, rappresentano nel cinema una sorta di coppia di fatto, da tre anni. “Siamo partiti proprio dal protagonista di questo film. Un uomo refrattario alla crisi”. La satira sui peccati dei ricchi. Un film meno trash dei precedenti? Il dubbio che possa essere davvero così manda in bestia i due autori. “Il trash non è mai esistito nei nostri film. Il cinismo, signori, è una pazzesca boiata, non una qualità. E non risolve un bel niente”. Zalone e Nunziata ritengono di essersi dedicati sempre alla commedia all’italiana. “Questo film guarda chiaramente al pubblico delle famiglie”.

Ma le parolacce che attraversano “Sole a catinelle”? Zalone è un convinto praticante di questa tesi: “Qualche parolaccia non è volgare; volgare è il goffo, le battute trite e ritrite, le storie tutte lei e l’altro”. Il fenomeno italiano del cinema si sente con il regista e coautore Nunziata “figli della commedia italiana che attingeva i suoi temi dall’attualità”. Zalone ammonisce e blandisce: guai staccarsi dalla realtà. “Se e quando lo fai, il film perde le fondamenta”. Ritenendo le sue solide, solidissime. Come attesta la presenza record oggi in 1.250 copie del film nelle sale italiane.