“Centri di accoglienza troppo grandi sono un business”: parla Mons. Marconi, Vescovo di Macerata

“Se le comunità sono piccole si guadagna di meno, però il risultato è una vera integrazione. Il problema è il traffico di droga che sfrutta manovalanza straniera e ha come target gli studenti dell’Università”

Macerata

Mons. Nazzareno Marconi, Vescovo di Macerata, parlando a Radio Cusano Campus dei fatti di Macerata ha detto: “Il clima politico ed elettorale sta falsando parecchio le misure, per cui credo che la gente fatichi a capire le dimensioni del problema e anche la sua genesi. Qui tutto è cominciato a partire dal fatto che noi stiamo vicino alla costa, dove già da tanti anni c’è un grande traffico di droga e il fenomeno della droga ha cominciato a espandersi verso l’interno”.

“Noi siamo una città universitaria e quindi gli 11mila studenti che frequentano Macerata per questo mercato sono un target appetibile. Negli ultimi anni si è sempre più mosso un mercato che poi ha cercato spacciatori sul territorio trovandoli tra i più disagiati. Questo ha generato tensioni all’interno della comunità, non abbiamo percepito subito quanto fosse grave. Per me il problema di fondo è che noi sottovalutiamo la pericolosità di quel sistema che la droga mette in campo, perché non si tratta solo di alcuni che spacciano e altri che consumano, ma è un intero sistema economico che comincia poi a diventare pervasivo perché le cifre sono subito importanti e in una realtà piccola diventano qualcosa che perturba la vita serena delle persone. Se il fatturato della delinquenza raggiunge livelli che superano quelli dell’economia normale è inutile che uno pensa di gestire, va combattuto questo fenomeno, soprattutto con un discorso di educazione”.

Strumentalizzazioni politiche. “Ho percepito che è abbastanza chiara l’attenzione politica, da una parte e dall’altra, ad usare Macerata come un palcoscenico e questo non mi sembra corretto – ha dichiarato Mons. Marconi -. Se ci aiutano a vivere bene questa cosa senza fare pressioni, senza esasperare gli animi. Se ci lasciano lavorare e ci sostengono invece di speculare politicamente le cose andranno meglio”.