Caso INCA/CGIL in Svizzera, lettera aperta al ministro Di Maio

Da mesi dal Tuo Ministero mi rispondono che la situazione che ci ha coinvolto è assolutamente inammissibile e di una vergogna inaudita e richiede giustizia. Eppure…

Caro Min. Luigi Di Maio,

Sono il presidente del Comitato che raggruppa i pensionati italiani rimasti raggirati dal patronato INCA/CGIL in Svizzera. Ora che sei Ministro del Lavoro le questioni dei patronati sono di Tua competenza. Così come la risoluzione di questo caso problematico causato dalla sede periferica in Svizzera dell’INCA che, come ben saprai, è un Patronato che è sponsorizzato dal maggiore sindacato italiano, la CGIL.

Il Segretario Generale di questo Sindacato, Susanna Camusso, non ha saputo fare di meglio che dichiarare il fallimento e chiudere tutte le sedi di patronato in Svizzera dopo che il Tribunale elvetico l’aveva condannato al risarcimento. Come lo definiresti il comportamento della Signora Camusso?

Ora sei diventato Ministro del Lavoro e sei seduto sulla poltrona di Giuliano Poletti. Il Ministro uscente al quale i componenti pentastellati della commissione lavoro della Camera dei Deputati avevano, nel corso della precedente legislatura, chiesto giustizia tramite una interrogazione parlamentare. Avevano urlato allo scandalo per come si infischiava dei più elementari diritti di cui i cittadini dovrebbero godere in una democrazia sana: Tutela e garanzia di onestà da parte delle istituzioni.

Come lo definiresti il comportamento del Signor Poletti?

Ebbene sono vari mesi che scrivo e telefono quasi giornalmente al capo della Tua Segreteria, Assia Montanino, e ai rispettivi Sottosegretari del Tuo Ministero, Claudio Durigon e Claudio Cominardi. Chiedo loro un incontro per almeno potere meglio illustrare di persona il caso.

Ogni volta che contatto la Tua Segreteria ricevo la risposta che non si conosce la permanenza di lorsignori o che non sono reperibili e che, malgrado siano stati informati, non hanno rilasciato risposta.

Come lo definiresti il comportamento della Signora Montanino e dei Signori Sotto Segretari di Stato Cominardi e Durigon?

Hai promesso ai cittadini italiani giustizia. L’hai promesso per iscritto nel Contratto per il Governo del Cambiamento. Tra le quali ci sono la promessa per una tutela dei risparmi dei cittadini e la promessa per una giustizia rapida, equa ed efficiente. Dimmi, quali risparmi se non quelli per la vecchiaia sono da tutelare? Dimmi, si può chiamare efficiente una giustizia della quale non si rispetti le sentenze che emette?

Da mesi dal Tuo Ministero mi rispondono che la situazione che ci ha coinvolto è assolutamente inammissibile e di una vergogna inaudita e richiede giustizia. Mi assicurano che Ti hanno inoltrato la mia richiesta di un incontro risolutivo per la questione. Questione di Tua responsabilità. Ora, Caro Luigi, come definiresti un Ministro che non solo non mantiene le sue promesse ma non si degna nemmeno di una risposta?

Un cordiale saluto.