Caso Gambaro, Movimento 5 Stelle come all’asilo mentre il Paese va a rotoli

Un vero e proprio processo quello alla senatrice Adele Gambaro, colpevole di avere criticato nei giorni scorsi Beppe Grillo, dopo i risultati negativi ottenuti dal Movimento 5 Stelle alle Amministrative. Sembra qualcosa di irreale, invece è tutto vero. Grillo non può essere criticato, pena l’espulsione dal movimento. E’ stato lo stesso comico genovese a chiedere che Gambaro fosse cacciata. Roba da pazzi. Questa è la democrazia?

Lei comunque non ha alcuna intenzione di mollare: “io non lascio”, ha ribadito durante la riunione preliminare a Palazzo Madama, trasmessa in diretta streaming. Streaming che invece non ci sarà per la seconda assemblea, quella a Montecitorio, che sarà la più importante, dove possibilmente si prenderanno scelte definitive.

“Qui nessuno parla delle reazioni del blog nei miei confronti: sono state di una violenza incredibile”, dichiara la senatrice, che poi si rivolge a Vito Crimi, ex capogruppo in Senato del M5S: “Non c’è più rapporto di fiducia. Tu, Vito, hai pubblicato un mio sms. Quindi viene a mancare il rapporto di fiducia”. E ancora: “Parlando con tanti di voi mi sono resa conto che il disagio era solo mio, ho chiamato Beppe e non mi ha mai risposto”. Ma Adele vuole continuare a lavorare con i grillini? “Sì, io ho espresso il mio disagio per i toni della comunicazione. Lavoro molto bene con i miei colleghi qui”.

Fra i colleghi c’è chi le suggerisce di chiedere perdono a Grillo – manco Beppe fosse un dio! – e chi invece la difende: “C’è bisogno di lei nel gruppo: penso che sia opportuno mantenere l’unità del Gruppo – dichiara il sen. Campanella – e votare insieme affinché si passi oltre queste contrapposizioni sterili”.

L’assemblea a 5stelle voterà se rimettere o meno la decisione di espellere la senatrice alla rete. Perché, spiega Crimi, “se come gruppo non ci rimettiamo alla decisione della rete tradiamo un principio del M5S".

Il resto è un susseguirci di dichiarazioni e prese di posizione in ordine sparso. Un dibattito da asilo, dove ciascuno dice la sua, senza alcun coordinamento. Grande confusione, toni accesi, tempo perso, per un dibattito sul nulla – sulla libertà di espressione di ciascuno c’è forse da discutere? – mentre il Paese va a rotoli.