Caro Renzi, non sei pop! – di Simona Aiuti

L’entrata di Matteo Renzi negli studi televisivi in cui lavora la D’Urso, non è stata una bella trovata. Cercare d’entrare nelle case degli italiani cavalcando la cultura pop va bene, ma nuotare in ambiti notoriamente definiti trash, direi “ma anche no”, per una serie di motivi che qualunque ufficio stampa riconoscerebbe a chilometri di distanza.

Forse la Maria Elena Boschi, ministro dei rapporti con il Parlamento e braccio destro di Renzi, avrebbe potuto agire con prudenza e consigliargli d’andare a Rai3 oppure di farsi intervistare da un “guru” della carta stampata, e invece no! La cultura pop e quella trash sono due cose diverse, molto diverse direi, e scivolare dalla parte sbagliata è facile. Andare a un battesimo con scarpe da discoteca, anche se a prezzo popolare, sarà sempre trash.

Italia uno è pop, TV talk è pop, Bonolis è trash, come Uomini e donne è sempre trash. Domenica 5 è trash e non si scappa, per il rimescolio di bambini, lutti truculenti, urlacci con liti a puntate che si trascinano come telenovele.

Renzi, primo ministro fino a prova contraria e fino alla sfiducia sempre minacciata nei governi italiani, forse in calo di consensi, alla fine è andato in un salotto televisivo per arrivare a quella gente che non compra un libro, ma spende cifre faraoniche per i fuochi d’artificio del matrimonio di Torpignattara o di Afragola, e vediamo zero congiuntivi e modi semplicistici che non fanno crescere nessuno, quindi è ovvio che poi l’italiano medio arriccia il naso.

Frequentare salotti che chi ha gli strumenti estetico culturali per interpretare la tv usa come una beretta, la dice tutta sull’autolesionismo di certa politica. Poi si alza un “ignorantello” e dice che il popolo vuole questo, il popolo è ignorante e va bene così. Andrà anche bene così, ma è bene ricordare che piaccia o meno, questa Italia è stata fatta da pochi intellettuali e non dalle masse, e se non ci fossero stati “quattro folli ma coraggiosi, colti ma illuminati”, staremmo ancora tutti sotto gli austriaci e il papa re o peggio.

Ecco, Renzi ignora che con quel pomeriggio domenicale a Domenica cinque, si è giocato un manipolo d’intellettuali e non gli gioverà sulla stampa e sui mezzi d’informazione pop. La media borghesia, molte famiglie istruite, tanta gente che non ama le file di libri finti in libreria per arredare o i sette nani in giardino per intenderci, gli presenteranno il conto. E poi, vogliamo rispettare un po’ le istituzioni? Non ci si dà del tu con un conduttore televisivo se si è primo ministro della Repubblica Italiana, o anche un sottosegretario! Le distanze non sono segno di snobismo, ma di buona creanza, e l’assoluta necessità di rispettare i ruoli, e il dovere di dimostrare buona educazione e rispetto per le età diverse, i ruoli e determinati valori, pochi, ma ci sono. Ricordiamo che le nonne c’insegnavano che “la troppa confidenza leva la riverenza”.

Dire che le regioni “se ne faranno una ragione” è un po’ supponente; insomma, la nostra vita non è un gioco, caro presidente del Consiglio!