Caro Pepe, entra nel ‘club dei cani sciolti’ – di Leonardo Cecca

Vorrei rispondere alla nota "Marò italiani all’estero, pentito di non avere agito" di Roberto Pepe, del 28 marzo scorso.

Caro Roberto, perchè meravigliarsi del comportamento di tante eccelse menti con le quali abbiamo condiviso i bellissimi anni dell’Accademia e che non hanno voluto non solo esporsi sul vergognoso caso dei Marò, ma sono arrivati, oltre che a criticarci, a tacciarci di aver tradito il giuramento prestato?

Io ho avuto l’onore e l’orgoglio di indossare la divisa fino al 1996 anno in cui, ormai nauseato da certi comportamenti, ho preferito ritirarmi a vita privata. Di colleghi che amano definirsi "a schiena diritta" ne ho visti tanti e viene spontaneo chiedersi se costoro hanno almeno una pallida idea sul significato di tale modo di dire.

Anche mesi or sono, se ricordi, ci siamo scontrati con certi soloni, i quali imperterriti continuano a confondere "la schiena diritta" con una postura a 90 gradi. Vabbè, non lo hanno capito negli anni Accademici quando erano giovani e privi di acciacchi, vuoi che lo capiscano adesso? Per loro vige sempre il detto "Ubbidire in silenzio e, se possibile, con una postura ad angolo retto, probabili benefici possono essere dietro l’angolo".

Robbè, te l’ho gia detto, lassa sta quella congrega del nostro amato Corso ed entra nel "club dei cani sciolti".