Brunetta, ‘Renzi è alla frutta. Centrodestra unito per vincere’

"Renzi è alla frutta, l’Italia ha bisogno di un centrodestra unito, no a divisioni ed egoismi. Nessuno pensi di potercela fare da solo" è la ricetta per il centrodestra che l’ex ministro Renato Brunetta illustra in un’intervista rilasciata al Giornale. La strada è chiara: "subito un cantiere per i programmi, le idee e le regole del centrodestra – spiega il forzista – Con un obiettivo chiaro: primarie di coalizione per scegliere i candidati delle prossime amministrative".  

Secondo Brunetta, Salvini al momento sta attuando una strategia "miope", come la proposta della serrata di novembre, e la Lega sembra "refrattaria a qualsiasi coordinamento e questo è un errore". Invece, spiega, il centrodestra dovrebbe "partire dai contenuti, quindi critica all’Ue, introduzione della flat-tax e un nuovo modello di contrasto dell’immigrazione irregolare. E poi io sono favorevole a primarie di coalizione per individuare il candidato con maggiori possibilità di vittoria".

"Le ultime amministrative hanno dimostrato che soltanto uniti si vince. Io sono un fautore dell’unita’ del centrodestra e voglio dire con chiarezza che per me non sono possibili altre avventure politiche. Detto questo se Salvini si ostina a ballare da solo rischia l’eterogenesi dei fini", ovvero "far vincere Renzi politicamente e culturalmente. Non e’ pensabile che l’unica cifra stilistica del centrodestra possa essere quella lepenista".

Sullo sciopero anti Renzi di Salvini dice: "Io sono il massimo esponente dell’antirenzismo militante, ma la serrata di novembre proposta da Salvini rischia di tramutarsi in un boomerang. La considero una scelta miope. Servono piu’ tonalita’ per convincere il ceto medio perche’ le elezioni si vincono al centro e non con l’estremismo".

Quanto al tema delle primarie, "l’importante e’ farle serie e pulite. A quel punto chiunque fosse in grado di esprimere una personalita’ capace e agguerrita – penso ad esempio a Fdi della mia amica Meloni – potrebbe aspirare ad avere un proprio candidato. Non e’ piu’ tempo di tessere. Brugnaro, della cui candidatura sono stato il regista, le avrebbe vinte anche senza apparato. Cosi’ come sono convinto che Del Debbio le vincerebbe a mani basse", conclude Brunetta.