A piu’ di 24 ore dalle esplosioni che hanno insanguinato la piu’ antica maratona dell’era moderna – causando almeno tre morti tra cui Martin, un bimbo di 8 anni, e 176 feriti, di cui 9 bambini – e’ la stessa Fbi a sottolineare come sia ancora troppo presto per tirare delle conclusioni. Cosi’ le indagini vanno avanti a tutto campo. Si seguono tutte le piste, da quella interna a quella legata al terrorismo internazionale. O all’azione di un ‘lupo solitario’, di un folle alla Breivik. Le uniche certezze che sembrano emergere sono il numero delle bombe – solo le due esplose a distanza di 12 secondi, senza altre inesplose come si era creduto in un primo momento – e il tipo di ordigni utilizzati: artigianali, realizzati con delle pentole a pressione e confusi con la spazzatura dentro zainetti o borsoni. Il loro effetto – come hanno raccontato i medici che hanno in cura i tantissimi feriti – sono stati devastanti.
Almeno dieci le amputazioni alle gambe. Nei corpi delle tantissime persone colpite, almeno 17 in gravi condizioni, sono stati estratti decine di chiodi e schegge di metallo. In molti sono stati salvati dal pronto intervento dei soccorsi, ma anche da normali cittadini che – ha sottolineato il sindaco di Boston, Thomas Menino – si sono trasformati in ‘veri e propri eroi’. Come Carlos Arredondo, andato alla maratona col cappello da cowboy per commemorare due figli morti e ritrovatosi a fare il soccorritore.
L’appello che i federali lanciano a tutte le persone che si trovavano in prossimita’ delle esplosioni e’ di fornire alle autorita’ locali tutte le informazioni che possono essere utili: ‘Visionate tutti i vostri filmati, anche quelli fatti con l’iPhone, per scovare dettagli che possono aiutare gli investigatori’. Un appello che anche Obama ripete nella breve dichiarazione alla Casa Bianca, la seconda in poche ore: ‘Se avete qualche sospetto, parlatene’. Intanto gli investigatori passano al setaccio tutti i video delle telecamere di sorveglianza della zona, nella speranza di trovare anche un solo dettaglio che possa imprimere una svolta alla caccia agli attentatori.
Un piccolo giallo riguarda una persona che secondo alcuni media – vedi il New York Post – sarebbe stata fermata. Il capo della polizia di Boston, Ed Davis, smentisce. L’Fbi non commenta: ‘Non vogliamo dire nulla su questo’. Quello che sembra certo – ma non c’e’ conferma ufficiale – e’ che uno studente straniero di 20 anni, saudita di Medina, ricoverato per delle ustioni provocate dalle esplosioni, sia stato interrogato. E il suo appartamento di Ocean Tower a Boston perquisito nella notte. Ma il giovane non sarebbe al momento considerato un sospetto.
E in un Paese letteralmente sotto shock, si moltiplicano i falsi allarmi. All’aeroporto newyorkese di Laguardia e’ stata ordinata l’evacuazione del terminal centrale per un pacco sospetto. Mentre al Logan di Boston si e’ temuto per un bagaglio a bordo di un volo arrivato da Filadelfia. ‘Ma non c’e’ alcuna indicazione di ulteriori minacce’, assicura l’Fbi. Anche se il livello di allerta in tutte le principali citta’ Usa – da New York a Washington e Los Angeles – resta elevatissimo. Wall Street stamattina ha osservato un minuto di silenzio prima dell’inizio delle contrattazioni, mentre restano a mezz’asta tutte le bandiere degli edifici pubblici, a partire dalla Casa Bianca, per una strage che fa ripiombare l’America nel terrore.
Solidarieta’ per le vittime e’ arrivata da tutto il mondo. Da Roma, Giorgio Napolitano e Mario Monti hanno inviato messaggi di cordoglio e ‘sdegno’ al presidente Obama: l’attacco a Boston, ha scritto tra l’altro il capo dello Stato, e’ ‘un potente monito’ anche per l’Italia.
































Discussione su questo articolo