Bondi e Galan apripista PdL su gay, garantire diritti

Un ragazzino gay scrive alla Repubblica, parla di suicidio, della sua condizione, e chiede una cosa sola: di ‘esistere’. La lettera del diciassettenne Davide Tancredi ha scosso il mondo politico e risvegliato le coscienze liberal del centrodestra che, un po’ a sorpresa, si sono fatte paladine nella battaglia per i diritti degli omosessuali. A fare da apripista Sandro Bondi che gia’ in altre occasioni aveva mostrato sensibilita’ sul tema. Il coordinatore del Pdl riferendosi alla ‘vibrante testimonianza cristiana’ del diciassettenne, si e’ chiesto, tra l’altro, il perche’ di tanta ostilita’ dei cattolici nel riconoscere le unioni gay. D’accordo con Bondi sulle unioni civili anche altri Pdl come Laura Ravetto e Daniele Capezzone. Ha raccolto il grido di dolore del giovane Davide anche Giancarlo Galan per il quale ‘e’ giunta l’ora che si riconosca il diritto di essere cittadini italiani anche agli omosessuali, garantendogli quei diritti civili che tutt’oggi si vedono negati’. ‘Questa legislatura sara’ occasione di piu’ diritti’, ha quindi assicurato il presidente della commissione Cultura della Camera.

Prese di posizione inedite che hanno fatto piacere a Sel e al Pd da cui e’ giunta subito la sollecitazione a passare dalle parole ai fatti votando la legge anti-omofobia. Lo ha chiesto anche Ivan Scalfarotto il quale ha ricordato come la legge contro l’omofobia e la transfobia sia stata presentata (a firma di 221 deputati) alla Camera ottenendo anche l’appoggio della ministra Idem, mentre la presidente della Camera, Laura Boldrini ha assicurato una rapida calendarizzazione. Subito dopo la legge anti-omofobia – ha accelerato Scalfarotto – si deve avviare il dibattito sulle unioni civili. Soddisfatte anche se diffidenti, le associazioni Gaylib e Gay Center che non si accontentano di belle parole e chiedono ‘proposte concrete’. E cosi’ pure Nicola Zingaretti che ha tradotto il ‘dolore’ della lettera del giovane in una ferma condanna contro la politica cieca, quella che non vede i problemi e ‘crea disperazione’.