Bondi attacca Silvio, ‘è peggio del Conte Ugolino’. Le reazioni di Forza Italia

Sandro Bondi, in un’intervista al quotidiano La Repubblica, parla di Silvio Berlusconi: "Berlusconi potrebbe essere paragonato al Conte Ugolino che nella Divina Commedia divora il cranio dei suoi figli. E questo riferimento culturale e’ in fondo lusinghiero, perche’ lo sguardo di Ugolino verso i figli e’ di disperazione, mentre quello di Berlusconi e’ quasi intinto di sadismo. In realta’ sono giunto alla conclusione che non vi e’ alcuna grandezza tragica in lui”. Parole davvero forti nei confronti del leader di Forza Italia.

"Ho chiuso definitivamente con l’impegno politico – sottolinea Bondi -. Sono un reduce di tante battaglie e di tante passioni. Mi sento vecchio e superato, oggi che in Italia e in Europa e’ in atto un grande rinnovamento generazionale di cui Renzi e’ una delle espressioni". "Non sono mai stato di destra – prosegue il senatore -. Fabrizio Cicchitto ed io, insieme con tanti altri, in particolare Gianni Baget Bozzo, abbiamo sempre parlato di Forza Italia come di una sintesi fra le migliori tradizioni democratiche non comuniste della storia d’Italia".

BONDI ATTACCA SILVIO E IL WEB INSORGE: "TRADITORE, DIMETTITI!"

Le parole di Bondi scatenano una serie di reazioni politiche nel mondo azzurro. "Incredibile Bondi: deputato, senatore, coordinatore del partito, ministro. Sempre e solo con i voti di Berlusconi. E oggi non trova di meglio che parlarne male, guarda caso su Repubblica". Lo scrive su Facebook Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e consigliere politico del Cav. "La gratitudine – aggiunge – non è della politica, che Bondi annuncia di voler lasciare, ma con in tasca lo stipendio di Palazzo Madama che deve, ancora una volta, ai voti di Berlusconi. Incredibile".

Mariastella Gelmini, vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera dei Deputati, su Facebook: "Lascia sorpresi e amareggiati l’intervista di Sandro Bondi che liquida in poche battute i vent’anni di impegno politico e istituzionale di Silvio Berlusconi. Guardare alla storia di Forza Italia come a quella del partito-azienda senza voler capire cosa ha rappresentato per l’Italia, fa torto a milioni di italiani".

Francesco Giro, senatore di Forza Italia: "Sandro si e’ sfogato. Nelle sue parole, come accade in tutti gli sfoghi, credo che l’emotivita’ prevalga sulla ragionevolezza. Non si puo’ liquidare un’intera stagione politica con battute cosi’ esili. Sandro al fianco di Berlusconi e’ stato protagonista di questa lunga stagione politica prima come responsabile nazionale dei dipartimenti di Fi, poi come portavoce di Forza Italia, e ancora come coordinatore nazionale di FI, deputato e senatore, ministro e saggista per Mondadori". "E ora dice che Berlusconi e’ il Conte Ugolino?! Ma non ci crede nessuno, neppure lui – aggiunge -. Detto questo aggiungo che Sandro e’ stato uno dei migliori ministri della cultura. I suoi successi: legge quadro sulla lirica italiana, fondo UE per Pompei, via libera da UE per tax credit cinema, vincolo paesaggistico sull’agro romano, chiusura cantiere del maxxi, nascita del Centro per il libro, restauro Colosseo e palazzo Barberini…".

Simone Furlan, membro dell’Ufficio di Presidenza di Forza Italia e leader dell’Esercito di Silvio: "Che pena provo per Bondi, lo ricordo solo un anno fa quando gareggiava con Dudu a chi scodinzolava di più di fronte a Berlusconi. Almeno Dudu era sincero". "Oggi Bondi dice ‘Berlusconi ci lasciava giocare fino a che non toccavamo i suoi interessi’, ora – attacca l’esponente azzurro – evidentemente gli sta bene scodinzolare per Renzi e adoperarsi per non toccare gli interessi del giglio magico". "Dice di voler essere dimenticato, qualcuno lo tranquillizzi, i traditori eletti coi voti di Silvio e passati con Renzi per salvaguardare lo scranno, non solo li abbiamo dimenticati e sono destinati all’oblio politico, ma li abbiamo anche rinnegati. Sia coerente almeno sul viale del tramonto, era comunista, ma se vuole ritornare ad esserlo si dimetta da senatore eletto con i voti di Silvio, almeno eviterà l’infamia. Hasta la vista compagno Sandro", conclude Furlan.