Berlusconi non molla, no alle riforme di Renzi – di Luca Dassi

La linea di Silvio Berlusconi non cambia: no alle riforme costituzionali proposte dal governo di Matteo Renzi. Ma nel partito azzurro il dibattito è aperto, non tutti i forzisti infatti condividono a pieno la linea imposta dal Cavaliere. Tanto che, secondo quanto si sente nei corridoi del Parlamento, potrebbero non essere poche le assenze all’interno di Forza Italia quando si andrà a votare il ddl.

A Palazzo Madama Forza Italia è divisa, c’è persino chi parla di un partito allo sbando, incapace di seguire una linea chiara, netta e soprattutto condivisa. E alcuni senatori azzurri già minacciano di andarsene. E’ il caso di Francesco Amoruso, che sarebbe pronto a seguire Denis Verdini nella sua Alleanza liberal-popolare Autonomie.

Nelle scorse ore Amoruso ha incontrato Berlusconi. Scrive Maurizio Gasparri in una nota: "Insieme al sen. Matteoli e al sen. Amoruso abbiamo incontrato il presidente Silvio Berlusconi, in un clima di grande cordialità, per parlare delle future scadenze di Forza Italia". Ma non trapela null’altro. Paolo Romani, capogruppo Fi al Senato, continua a ripetere che il gruppo di Forza Italia “è compatto sul no alle riforme”. Ma i dubbi restano…

E poi c’è chi ritiene che ormai Silvio sia stanco delle beghe politiche e sia più interessato alle proprie imprese. Così i tanti peones sono alla ricerca di un posto al sole, di lidi più sicuri. Nessuno di loro ha interesse a far cadere il governo, altrimenti dovrebbero andare tutti a casa. E cercarsi un lavoro vero. Il Cav questo lo sa, dunque è ancora convinto che Renzi non avrà alcun problema e che il ddl Boschi è destinato a passare.

Silvio comunque non è pronto ad andare a elezioni anticipate. Il partito è da rinforzare, il centrodestra da ricostruire. C’è bisogno di tempo. Andare al voto quali vantaggi porterebbe, al momento? Nessuno, secondo l’uomo di Arcore. Anzi, una eventualità simile potrebbe mettere Forza Italia in grandi difficoltà e dare al partito la mazzata finale. Meglio aspettare. E allora? Al momento del voto, una decina di senatori azzurri potrebbero avere altro da fare e dunque risultare assenti in Aula…