Silvio Berlusconi e’ convinto che la rimonta del Pdl sia ‘possibile’. Ospite di Radio 24 l’ex premier snocciola gli ultimi dati del sondaggio Euromedia che attesta il Pdl a ‘soli’ 2,3 punti di distanza dalla coalizione di centrosinistra. Una forbice che per il Cavaliere puo’ essere ridotta se gli elettori ‘non disperdono’ il loro voto scegliendo i piccoli partiti, bollati come ‘un intralcio’ per chi deve governare. Un’appello al voto che ha come effetto immediato quello di alzare la tensione nel centrodestra con il resto degli alleati ed in particolare con Fratelli D’Italia che, all’unisono, pretendono una ‘correzione’ di rotta.
Non e’ la prima volta che il Cavaliere, nell’invitare gli elettori a non disperdere i loro voti, va oltre il semplice appello chiedendo di far convergere il consenso solo sul Pdl, a discapito del resto della coalizione. D’altronde – e’ il ragionamento fatto da diverso tempo – solo se il Popolo della Liberta’ ottiene la maggioranza e’ in grado di ‘cambiare la Costituzione’ e ‘rendere il Paese piu’ governabile’: un appello a votare i due grandi partiti, Pdl e Pd, che l’ex capo del governo ribadisce davanti al direttivo dell’Ance (l’associazione dei costruttori) partecipando al primo dei confronti organizzati con i leader della coalizione. Il canovaccio e’ sempre lo stesso. E cosi’ l’ex premier inizia il suo intervento sottolineando di ‘aver patito in modo inimmaginabile’ da presidente del Consiglio ‘per l’impossibilita’ a governare’. A fare da intralcio, secondo il Cavaliere, sono stati i piccoli partiti ‘che fanno solo gli interessi dei loro leader’. Uno degli esempi citati e’ la ‘rinuncia’ alla riforma della giustizia per ‘colpa’ dei ‘piccoli che volevano essere protetti e avere buoni rapporti con la magistratura’. Una presa di posizione che non piace a Ignazio La Russa, esponente di Fratelli d’Italia: ‘Noi siamo stati leali e trasparenti – dice – Berlusconi se lo ricordi’. Ancora piu’ duro Guido Crosetto che chiede ‘rispetto per gli alleati’, mentre Massimo Corsaro ricorda come sia stato proprio l’ex capo del governo a ‘chiedergli per far parte della coalizione’.
L’incontro con i costruttori fornisce a Berlusconi l’occasione per rilanciare l’impegno, in caso di vittoria, ad abolire l’Imu dicendosi d’accordo nella richiesta avanzata dall’Ance di ‘eliminare la tassa sugli immobili invenduti’. Con l’occasione Berlusconi rispolvera, quello che lui stesso definisce, un ‘vecchio sogno’ e cioe’ la costruzione di new towns vicino ad ogni capoluogo di provincia ‘ Io – racconta – sono di una vecchia generazione e rimasi colpito dal piano Fanfani sulle case, ecco io vorrei che ci fosse anche un piano Berlusconi’. Il Cavaliere decide di non firmare il patto di richieste proposto dall’Ance ‘lo faro’ quando saro’ ministro dell’Economia’ promettendo di ‘invertire la rotta’ rispetto ‘alla politica austera’ del governi dei tecnici. E’ il premier a finire nel mirino dell’ex capo del governo che oltre ad accusarlo di ‘inciuci’ con il Pd gli chiede di mettere mano al redditometro: ‘Ha detto che si puo’ cambiare – lo incalza il Cavaliere – potrebbe fare domani mattina un decreto legge per abolirlo’.






























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