Berlusconi boccia le primarie, centrodestra diviso

Primarie nel centrodestra? Non ce n’è bisogno. Silvio Berlusconi rompe il silenzio e torna a farsi sentire: "Ritengo – ha scritto il Cavaliere – che per l’individuazione dei candidati per le prossime elezioni amministrative, il centrodestra debba scegliere, come e’ sempre accaduto, attraverso gli accordi tra le forze politiche che lo compongono". "In troppe occasioni – scrive il leader forzista – le primarie si sono rivelate uno strumento di consultazione popolare estremamente manipolabile e non in grado di esprimere il miglior candidato tra quelli in gara". Così, con queste poche righe, il leader di Forza Italia ha voluto stoppare il dibattito sulle primarie. Quantomeno quello interno, visto che la Lega Nord sul tema ha idee opposte: "A Berlusconi non sono mai piaciute – spiega Roberto Maroni – Ma io la penso diversamente perche’, fatte bene, le primarie funzionano. Credo che per il centrodestra sarebbero un esercizio utile a Milano".

Per gli azzurri, però, le parole del Cav risultano molto pesanti. Soprattutto per i big che, come Giovanni Toti e Renato Brunetta, si sono spesi a favore dell’ipotesi di una competizione interna di centrodestra in vista della scelta dei candidati sindaci delle grandi citta’ nel 2016. Il consigliere politico azzurro – ora governatore della Liguria anche grazie al decisivo contributo della Lega Nord di Matteo Salvini – incassato il "no" del Cav, aggiusta in parte il tiro: "Considero l’accordo politico tra i partiti come la via maestra per l’individuazione di candidati e programmi", dice. Tuttavia non demorde: "Se l’alternativa – insiste – e’ la divisione della coalizione su piu’ candidati, meglio individuare un metodo e regole accettate da tutti in modo da provare una sintesi".

A sostegno della sua tesi, Toti cita anche "l’Ufficio di Presidenza di Fi nel maggio 2014, quando all’unanimita’ si approvarono proprio le proposte del presidente che prevedevano in taluni casi la possibilita’ di ricorrere alle primarie". Evidentemente – a leggere la nota di oggi – Berlusconi deve aver cambiato idea.

Lo stop alle primarie e’ raccolto con entusiasmo all’interno del partito da Altero Matteoli: "La politica deve dire ‘no’ ai populismi – spiega – E, dopo il clamoroso fallimento delle primarie Pd, inseguirle ora sarebbe stato quantomeno singolare".

Dure, invece, le reazioni di alcuni potenziali alleati. Il capogruppo di Ap alla Camera Maurizio Lupi lancia un appello a Fi in vista delle amministrative: "Possono essere un’opportunita’ per correggere tutti gli errori fatti nel passato presentando dei candidati che siano rappresentativi ed autorevoli – dice – Forza Italia faccia cosi’, senza cedere ai populismi della Lega". Ironico il leader di Conservatori e Riformisti Raffaele Fitto che ieri, pero’, aveva respinto l’apertura di Toti proprio sulle primarie. "Ieri alcuni esponenti di Forza Italia, anche in dialogo con me, avevano effettuato una timida apertura, comunque positiva – afferma – E oggi, puntuale, dopo neppure mezza giornata e’ arrivata la stroncatura da parte di Berlusconi, che commette un altro gravissimo errore". Ancora piu’ caustico il commento di Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra: "Le primarie nel centrodestra potrebbero far fastidio a Renzi, che non le vuole piu’ per il Pd. Quindi, Berlusconi dice no". Poi avvisa: "Senza primarie, no ad alleanze".