Berlusconi, ‘Salvini è buon attaccante ma non il capitano’

Silvio Berlusconi durante il comizio conclusivo della campagna elettorale di Forza Italia per le Europee, 23 maggio 2014 a Milano. ANSA / MATTEO BAZZI

Silvio Berlusconi è arrivato al Tempio di Adriano poco dopo le 18, per partecipare alla presentazione dell’ultimo libro di Bruno Vespa. Nel corso della presentazione del libro, il Cav ha commentato il successo della Lega di Matteo Salvini alle Regionali di domenica scorsa: “A me andrebbe bene di fare il regista, dietro Salvini che è un goleador. Un attaccante, un marcatore che fa i gol, ma ha bisogno di una squadra dietro". Poi però corregge un po’ il tiro e alla domanda se Salvini abbia le carte in regola per essere leader di una coalizione di centrodestra, Berlusconi risponde: "Ha la struttura per fare gol", ma "attaccante e goleador non significa fare il capitano della squadra…".  

Il Patto del Nazareno e’ rotto? "Assolutamente no, perche’ il patto non e’ tanto con Renzi, ma per il Paese che ha bisogno di modernizzarsi". E sulla legge elettorale: “La nostra posizione e’ questa: diamo la possibilità alla sinistra e al centrodestra di scegliere in anticipo a chi dovrebbe andare" il premio di maggioranza. Io, aggiunge, "in fondo non ho nemmeno paura di una decisione sulla lista perche’ di fronte a una elezione con la lista la Lega sarebbe obbligata a non farci perdere", e quindi "a mettersi in una lista unica". Sarebbe "una unione solo di superficie".

DISSIDENTI A chi gli chiede cosa accadrebbe se qualche esponente di FI votasse contro l’Italicum: "Non lo so, dovremmo riunire gli organi del partito e prendere una decisione collettiva come abbiamo sempre fatto". Quanto alla minoranza interna, Berlusconi ricorda: "A Raffaele Fitto ho offerto molti incarichi, ma lui non ne ha mai voluti, ha sempre detto di volere restare libero. Nel mio partito pero’ non c’e’ mai stata una maggioranza e una minoranza. Ho sentito parlare di minoranza solo qualche mese fa quando si e’ parlato di primarie per scelta dei candidati, ma io non credo che le primarie portino a buoni risultati".

QUIRINALE "Mi sembra naturale che anche per quanto riguarda la presidenza della Repubblica non ci possa essere una contrapposizione, un dissenso" tra Pd e Forza Italia. "Non potrà essere – aggiunge – una personalità ostile in partenza a noi o a Grillo, o alla sinistra, o un uomo di partito. E’ una cosa assolutamente naturale, necessaria per la continuazione di un lavoro comune per cambiare le istituzioni del Paese". Questo, aggiunge, "credo debba essere per forza condiviso" da Renzi.

Il futuro presidente della Repubblica "deve essere una persona equilibrata, di buon senso, non di partito. Un Berlusconi per esempio: io ho la profonda convinzione che sarei il miglior presidente della Repubblica, ma non se parla nemmeno…", dice Silvio con un sorriso.

OGGI NON SIAMO IN DEMOCRAZIA "Noi oggi non siamo in una democrazia, al governo c’e’ una compagine che si appoggia su una maggioranza risicatissima ottenuta con pratiche elettorali non congrue. A questo si aggiunge che il leader del principale partito di centrodestra e’ stato fatto fuori con un uso politico della giustizia e non con la democrazia oggi siamo in una a-democrazia".

PERDONO ALFANO Silvio Berlusconi è pronto a perdonare Angelino Alfano: "Quando c’e’ di mezzo la liberta’ del Paese – dice rispondendo a una domanda durante la presentazione del nuovo libro di Bruno Vespa – allora credo sia un dovere per ciascuno buttarsi i tradimenti alle spalle e pensare positivamente alla liberta’ del Paese e dei cittadini". Salvini dice di non volere Alfano in coalizione… “Le persone intelligenti – risponde il Cav – sanno cambiare idea…".