Beppe Grillo condannato per diffamazione. Lui, ‘temono il M5S al governo’

(RAVAGLI)- ECONOMIA : ASSEMBLEA ENI | ROMA 13 MAGGIO 2015 ASSEMBLEA DEGLI AZIONISTI RAI NELLA FOTO BEPPE GRILLO FOTO RAVAGLI/INFOPHOTO

Un anno di reclusione e 50 mila euro di risarcimento: a Beppe Grillo arriva anche una condanna per diffamazione. A trascinare in Tribunale il leader dei 5 Stelle, noto per le sue invettive e insulti al vetriolo anche verso le piu’ alte cariche dello Stato, e’ Franco Battaglia, docente dell’Universita’ di Modena, a cui Grillo non solo aveva dato del venduto alle multinazionali ma lo aveva pubblicamente ‘minacciato’. "Io ti prendo a calci nel c…o e ti sbatto fuori dalla televisione, ti denuncio e ti mando in galera" gli aveva detto Grillo in occasione di un comizio per il referendum sul nucleare tenuto l’11 maggio 2011 a S. Benedetto del Tronto. Accuse che non solo il capo politico del Movimento non ritira ma rilancia, descrivendo come "coglionate" i punti di vista di Battaglia e affiggendosi al petto la medaglia dell’eroica vittima.

"Io sono fiero di aver contribuito a evitare la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia" rintuzza infatti Beppe Grillo dal blog dove arriva a paragonarsi a Pertini e Mandela: se loro, dice, "sono finiti in prigione potro’ andarci anch’io per una causa che sento giusta e che e’ stata appoggiata dalla stragrande maggioranza degli italiani al referendum". Soprattutto Grillo la ‘butta’ in politica: "Forse fa paura che il M5s si stia avvicinando al governo?".

Una tesi ‘complottista’ che fa sorridere il vicepresidente dei deputati Pd Gero Grassi che prende in prestito le parole di Toto’ e commenta: "..ma mi faccia il piacere!". Tesi che invece fa subito breccia tra gli attivisti del Movimento che, in coro, affollano le bacheche di Fb e la pagina di commenti del blog per manifestare la loro solidarieta’ al leader pentastellato. "Ci hanno tolto la liberta’! Bisogna protestare!" si legge in uno dei commenti mentre un altro attivista chiede: "quindi il Parlamento salva un Azzollini e la giustizia condanna un Beppe?". Non sembra questo pero’ l’obiettivo di Battaglia che della sentenza dice: "Speriamo che serva a fargli capire che deve smetterla di diffamare gente rispettabile. Lo ha fatto con me, ha tentato di farlo con il professor Veronesi, ha insultato gravemente Rita Levi Montalcini. Sembra che nessuno sia capace di mettere un freno a questo personaggio… irrefrenabile. Speriamo ci riesca questa sentenza. E che Grillo faccia la sua campagna politica in modo civile".

Sulla sentenza, come avverte l’avvocato di Battaglia, aleggia il rischio della prescrizione (nonostante l’aggravante che ne ha allungato i tempi), beneficio a cui il M5s e’ sempre stato contrario avendo anche presentato una proposta di legge, a firma Andrea Colleti, per allungarne i tempi. L’avvocato di Grillo, il nipote Enrico, annuncia il ricorso in appello: "E’ una condanna che richiede un ulteriore approfondimento e quindi sicuramente faremo ricorso”.

Intanto, pero’ parlamentati ed attivisti si schierano al suo fianco. Il deputato M5s Riccardo Fraccaro non ha dubbi: la sua condanna e’ "una medaglia al valore!" ed anche il collega Manlio Di Stefano vede "strane coincidenze" ma plaude alla reazione del leader: e’ "un uomo vero". Un’attivista si sbilancia in paragoni esagerati: "Beppe – arriva a scrivere – assomigli sempre di piu’ a Gesu’ Cristo". Un altro attivista arriva addirittura a chiedere il ‘sacrificio’ di Grillo: "Beppe, ti prego, se vai in carcere vale almeno un +5% alle elezioni!".