Il pacchetto approvato oggi a larga maggioranza dal Parlamento Ue interessa 8.200 banche Ue e introduce diverse novita’: dal tetto ai bonus dei manager a nuove norme prudenziali, ad alcune ‘agevolazioni’ per le Pmi che si confrontano con il problema della stretta creditizia.
– Bonus. I bonus bancari saranno basati su un rapporto stipendio/bonus di 1 a 1, o al massimo 1 a 2 previa approvazione di almeno il 66% degli azionisti che possiedono la metà delle azioni, o del 75% dei voti, se non vi e’ quorum. Inoltre il pagamento di almeno il 25% di ogni bonus superiore al 100% della retribuzione deve essere posticipato per almeno cinque anni.
– Prestiti alle imprese. Le nuove norme riducono il rischio nominale che si deve assegnare ai prestiti alle Piccole e medie imprese fino a 1,5 milioni di euro, in modo da incoraggiare il flusso del credito e contrastare il credit crunch. Inoltre viene ridotta la quantita’ di accantonamenti necessari.
– Requisiti patrimoniali. L’8% del capitale delle banche dovra’ essere messo da parte, sotto forma di contanti, obbligazioni, azioni o prestiti (facilmente liquidabili), in modo da creare un ‘cuscinetto’ per i momenti difficili. Almeno la meta’, il 4%, dovra’ essere Tier 1, il capitale di maggior qualita’ e minor rischio, contro il 2% di oggi. Gli istituti di credito dovranno inoltre prevedere una ‘riserva di conservazione del capitale’, per assorbire le perdite, e una ‘riserva di capitale anticiclica’ in modo da accumulare, nei periodi di crescita, risorse da usare nei momenti di stress.
– Trasparenza: le nuove regole impongono la notifica alla Commissione e la successiva pubblicazione, a partire dal 2015, di tutti gli utili realizzati dalle banche, delle tasse versate e le sovvenzioni ricevute Paese per Paese, del fatturato e del numero di dipendenti.
































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