Bacchettate a manovra. Saccomanni apre su casa e cuneo

Bankitalia, Corte dei Conti e Istat sottolineano le ”criticita”’ contenute nella versione della Legge di Stabilita’ giunta in Parlamento e, a questo punto, le richieste di Pdl e Pd di migliorarla in questa o quella parte sono suffragate da autorevoli pareri. Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni si dichiara ”disponibile” a intervenire su casa e cuneo fiscale, da una parte con la possibile reintroduzione delle detrazioni, dall’altra con piu’ sconti per le famiglie numerose. Il ministro difende pero’ l’impostazione della Legge punto per punto e ricorda che il risanamento e’ un ”valore” che va ancora perseguito.

Finisce cosi’ la raffica di audizioni alla commissione Bilancio del Senato, cui da domani seguira’ l’inizio dell’esame vero e proprio del provvedimento. Sul piano politico nel Pdl si e’ ripetuto il consueto schema, con il ”falco” Daniele Capezzone, che ha attaccato la tassazione sulla casa prevista nella Stabilita’, tanto da far esplodere il ”governista” Raffaello Vignali: ”non si tiene il Congresso del Pdl sulla legge di Stabilita”’. Ma anche dal Pd il segretario Guglielmo Epifani ha alzato la voce, chiedendo la ”progressivita”’ sulla Tasi (l’imposta che sostituira’ l’Imu) altrimenti essa sara’ ”intollerabile”, e una modulazione del cuneo fiscale che si concentri sulle fasce piu’ deboli. Ma a ”sostenere”, seppur indirettamente, le richieste di modifica al testo ci hanno pensato alcune istituzioni, durante le consuete audizioni della sessione di Bilancio. La Corte dei Conti, per esempio, ha detto che il rischio ”di ulteriori aumenti impositivi” sulla casa esiste. A sua volta l’Istat ha evidenziato un paradosso: il taglio del cuneo beneficia le famiglie piu’ ricche perche’ esse hanno ”il maggior numero di occupati per famiglia”.

Taglio del cuneo che, ha sottolineato Bankitalia, ”non e’ elevato”. Ed anche le nuove imposte sugli immobili, ha detto ancora via Nazionale ”e’ suscettibile di miglioramenti per alcuni aspetti”. Insomma non e’ un trionfo per il Governo tanto che in serata il gruppo della Lega Nord al Senato presenta una mozione di sfiducia individuale contro il ministro Saccomanni. Ma l’interessato, intervenuto in Senato nel primo pomeriggio, ha difeso l’impostazione della Legge di Stabilita’ pur dicendosi disponibile a modificare i capitoli della casa e del cuneo, lasciando naturalmente inalterati i saldi. Sulla prima ha detto che probabilemnte torneranno le ”detrazioni” come era l’Imu di Monti (allora c’era una franchigia di 200 euro, piu’ 50 euro per ogni figlio), mentre sul cuneo fiscale si e’ detto d’accordo a modularlo in favore, per esempio, ”delle famiglie numerose”. Ma Saccomanni e’ stato molto netto, seppur con il consueto garbo dei toni, su alcuni concetti: i conti in ordine sono ”un valore” perche’ ci permetteranno di abbassare i tassi sui Bot e Bpt, puntado a quota 100 nel 2017 per lo Spread, con un risparmio di svariati miliardi. E poi il deficit ”deve restare entro la soglia del 3%, ma il rispetto di tale obiettivo non e’ sufficiente: il disavanzo strutturale deve tendere verso il pareggio, il peso del debito deve ridursi. Raggiungere questi risultati e’ interesse prioritario del nostro Paese”.

Insomma ”non ci sono soluzioni semplici per reperire ulteriori risorse per concedere sgravi fiscali piu’ ampi” anche perche’ non siamo fuori dalla crisi, anzi: il Pil del 2013 chiudera’ con un calo piu’ forte (-1,8%) rispetto a quello preventivato (-1,7%). E tra una cifra e l’altra Saccomanni lascia scivolare una frase eloquente: per una diminuzione dei tassi sui Titoli di Stato ”e’ fondamentale che permangano condizioni di stabilita’ politica in modo da assicurare continuita’ all’azione di governo e di sostenere la fiducia dei mercati”.