AMMINISTRATIVE | Quorum e italiani all’estero, arriva una piccola “rivoluzione”

Quorum e italiani residenti all’estero: sulle pagine dell'Eco di Bergamo focus su quella che viene definita una mini rivoluzione. Vediamo di cosa si tratta

“In una campagna elettorale in cui i riflettori sono puntati soprattutto sulle grandi città al voto – da Milano a Roma, da Bologna a Napoli -, sentir parlare di quorum da raggiungere e voti da raggranellare uno a uno per non annullare le elezioni può sembrare ben strano. Ma è la situazione in cui sempre più spesso si trovano piccoli paesi – e non solo piccoli, a dire il vero – della nostra provincia. Sono quelli in cui a correre per la guida del municipio è una sola lista: fenomeno che è andato crescendo negli ultimi anni (alle amministrative del 2019 successe in addirittura 40 Comuni orobici), frutto di una sempre maggiore difficoltà a individuare candidati disponibili a mettersi in gioco.

E se la lista in corsa è una sola, anziché con gli avversari deve vedersela con il quorum, ossia riuscire – affinché l’elezione sia valida – a portare al voto una quota sufficiente di elettori (oltre che ovviamente a ottenerne la preferenza). Missione non sempre facile in passato, considerata anche l’affluenza che in generale è andata diminuendo, e oggi ulteriormente complicata dal Covid e dalle difficoltà di movimento per la pandemia.

Per questo, in vista del voto di ottobre, arriva una piccola “rivoluzione” che riguarda il quorum e il conteggio degli elettori residenti all’ estero. La modifica, che ha avuto nei mesi scorsi l’ok del Parlamento, è temporanea e legata, come si legge nel testo, al “permanere del quadro epidemiologico da Covid-19”. Ma intanto potrebbe fare la differenza per alcune delle realtà chiamate alle urne il 3 e 4 ottobre.

Di cosa si tratta, concretamente? Nei Comuni sotto i 15 mila abitanti dove a correre sia un solo candidato sindaco con il suo gruppo, perché l’elezione risulti valida (evitando quindi l’arrivo del commissario prefettizio) bisognerà portare alle urne il 40% degli elettori iscritti nelle liste del Comune, con una netta riduzione della soglia finora fissata al 50% (quorum chiamato “strutturale”). Dallo spoglio delle schede dovrà poi comunque emergere che la lista abbia ottenuto almeno il 50% dei voti validi (il cosiddetto quorum “funzionale”). Non solo: “Per determinare il numero degli elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune non si tiene conto degli elettori iscritti all’ Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) che non esercitano il diritto di voto”.