Ai mussulmani non piace il presepe? Tornino a casa loro – di Leonardo Cecca

Come ormai è consuetudine, nella nostra sventurata Italia con l’avvicinarsi del Natale akkulturati direttori didattici e presidi, ad iniziare dalle scuole materne, ripropongono il vergognoso ed incivile divieto di far allestire il presepe in quanto, ottusamente, ritenuto discriminante.  

E’ vero che con i primi freddi le zucche di taluni si possono rattrappire, soprattutto se coltivate con l’akkulturato radical chic e con la ridicola presunzione di essere progressisti; dovrebbero mettersi un bel cappuccio adornato da orecchie d’asino, mi scuso per l’asino, così oltre a farsi subito riconoscere, forse, riscaldando le meningi, eviterebbero di mettersi in mostra con certe ridicolaggini.

Abbiamo le nostre tradizioni secolari che non hanno mai procurato danno a nessuno ed il presepe tra queste è sicuramente la più innocua, ma anche la più importante, in quanto ispira a tutti, credenti e non, solo fratellanza e bontà. Credo che anche chi professi una fede diversa possa accettare tranquillamente l’idea che il presepe sia un’antica tradizione del nostro popolo e che, pertanto, vada difesa, tutelata e rispettata; se, però, procura del fastidio a qualcuno, costui può tornare beatamente da dove è venuto.

Quello che sorprende ed indigna è che questi akkulturati non abbiano mai pensato che questa tradizione potesse nuocere e/o procurare fastidio ad esempio agli orientali, in particolar modo cinesi e giapponesi, che invece hanno dimostrato di integrarsi rispettando costumi e tradizioni. A loro interessa solo non calpestare i calli ai mussulmani, e così, oltre alla loro mente, e fin qui il danno sarebbe minimo, vogliono vendere al mondo mussulmano le nostre tradizioni, come se fossimo d’impiccio a casa nostra. Possibile che non riescano a provare un po’ di vergogna?