60mila 14esime per i pensionati italiani all’estero grazie al Pd

"Per il 2019 il reddito complessivo individuale (compresi i redditi esteri) deve essere fino a un massimo di 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, ovvero fino a 13.338 euro”

“L’abbiamo introdotta con il Governo di centrosinistra di Romano Prodi, nel 2007, e l’abbiamo estesa anche ai pensionati italiani residenti all’estero, proprio grazie alla nostra attività di parlamentari Pd eletti all’estero: la 14ma sulle pensioni. Che sarà pagata anche a circa 60.000 nostri connazionali residenti all’estero in una unica soluzione nel prossimo mese di luglio”. Lo dichiarano in una nota congiunta i parlamentari Pd eletti in Europa Laura Garavini, Angela Schirò e Massimo Ungaro.

“L’importo della 14ma – aggiunge – varia da un minimo di 336 euro a un massimo di 665 euro. Una buona parte dei pensionati italiani residenti all’estero in possesso dei requisiti avrà diritto, per motivi legati alla loro limitata anzianità contributiva in Italia, ad un importo medio di 437 euro. Per beneficiare della quattordicesima i pensionati residenti all’estero devono soddisfare due requisiti fondamentali, uno legato all’età anagrafica e l’altro al reddito. Infatti la 14ma è erogata a favore dei pensionati ultra sessantaquattrenni in presenza di determinate condizioni reddituali personali. Nel caso in cui si rientri nei requisiti richiesti, la quattordicesima spetta ai pensionati, anche se residenti all’estero, in maniera automatica, senza che il beneficiario presenti richiesta all’Inps”.

“Per il 2019 il reddito complessivo individuale (compresi i redditi esteri) deve essere fino a un massimo di 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, ovvero fino a 13.338 euro – continuano i parlamentari del Pd – Va specificato che il calcolo sul reddito è individuale, ovvero non è comprensivo di quello coniugale. Per quanto concerne l’importo della quattordicesima, a seguito di recenti modifiche alle modalità di calcolo dell’assegno, oggi vengono presi in considerazione i seguenti parametri: reddito (se compreso entro 1,5 volte il trattamento minimo oppure tra 1,5 e 2 volte); gli anni di contributi; la tipologia di pensionato (autonomo o dipendente)”.

“Secondo le norme vigenti – aggiungono – è riconosciuta la quattordicesima mensilità sui seguenti trattamenti previdenziali: pensione di anzianità; pensione di vecchiaia; pensione di reversibilità; assegno di invalidità; pensione anticipata. Consigliamo comunque di rivolgersi a un patronato di fiducia per verificare l’eventuale diritto (per evitare indebiti) e gli importi spettanti e soprattutto per fare domanda nel caso in cui l’Inps non liquidasse d’ufficio la prestazione”.