1% DEL PIL | Ministro Tria: “La fuga dei giovani italiani all’estero ci costa 14 miliardi l’anno”

E a proposito di infrastrutture digitali: “In Europa stiamo accumulando ritardi rispetto ad altri player globali, sia per la carenza di infrastrutture sia per la difficolta' delle imprese sull'innovazione"

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria, intervenendo a un convegno sul digitale organizzato da Luiss e Confindustria, ha detto: “Stiamo disperdendo talenti ma anche risorse, la fuga di cervelli all’estero che sta conoscendo l’Italia ci fa perdere circa 14 miliardi l’anno, poco meno dell’1% del Pil”.

All’incontro “Investire, Accelerare, Crescere – Un piano straordinario per il digitale” organizzato con la Luiss Business School, Tria ha accolto la proposta di Confindustria Digitale di un piano straordinario per la trasformazione digitale del Paese, Italia 4.0: “Avviamo un dialogo per un cambiamento strategico, la vostra proposta e’ importante perche’ non si passa a fianco di questo cambiamento: o ne siamo protagonisti o lo subiamo e se lo subiamo, il rischio non e’ economico, e’ politico”.

Tria ha sostenuto la necessita’ di “non essere solo utenti digitali, ma anche creatori. In Europa stiamo accumulando ritardi rispetto ad altri player globali, sia per la carenza di infrastrutture sia per la difficolta’ delle imprese sull’innovazione”.

Tria ha apprezzato la proposta di Confindustria per diverse ragioni: “Primo perche’ condivido che la sfida si vince investendo sulle persone, sulla formazione di nuovi profili professionali; secondo perche’ la Pa viene intesa come leva strategica, migliorare l’e-government e’ vitale per la crescita, la Pa non e’ solo un mercato, deve essere un attore del cambiamento; terzo l’alleanza tra imprese, Universita’ e Pa e l’approccio che non guarda a un ministereo per l’Innovazione ma a una responsabilita’ diffusa”.

Tria ha prefigurato un ruolo pubblico “di garanzia sugli investimenti in infrastrutture digitali a tutela della sicurezza dei dati” e ha auspicato “una connettivita’ che sia foriera di crescita e coesione sociale in Europa, nei prossimi cinque anni”.