Politiche 2018, gli italiani del Centro America vogliono un proprio candidato: uniti col MAIE

Il MAIE è una forza prima di tutto culturale e poi politica nata spontaneamente all’estero, è il MAIE soltanto ormai a rappresentarci degnamente a Roma. Il MAIE alle elezioni metta in lista uno dei nostri, sarebbe un fatto storico eleggere un rappresentante locale, una opportunità da non perdere

Boca Chica, Repubblica Dominicana – Italiani all’estero protagonisti, tra pochi mesi, quando si andrà al voto. Qui in America Centrale e Caraibi, qui nella Repubblica Dominicana, la gente vuole il candidato locale.

Quali vantaggi possono trarre gli elettori dalla politica?

Siamo prossimi ad affrontare la campagna elettorale e già si manifestano svariate proposte, programmi, promesse ed altro da parte di tutte le forze politiche. Ormai viviamo in un periodo storico dove gli ideali sono scomparsi, sono finiti i tempi in cui i partiti politici perseguivano valori sociali, programmatici, ispirandosi ai principi filosofici sui quali si dettavano le basi della democrazia.

Tutto ciò è stato cancellato con la caduta del muro di Berlino, dove gli equilibri tra il mondo comunista e occidentale hanno fatto nascere nuove coscienze, indirizzando il mondo politico non più sui valori ma sulla leadership. Ciò ha prodotto un decadimento, dove la politica non è più contesa nei contenuti sociali, ma prevalentemente in una ricerca esasperante di calunnie, denunce, bufale, menzogne ed altro scritto sui social, nei talk show, condotti da un giornalismo prevalentemente schierato, propinando una informazione partigiana o addirittura falsa dalla realtà.

Fortunatamente noi che viviamo all’estero e siamo ben lontani dal continuo ed opprimente agone politico che perversa in Italia, ci permettiamo ancora di ragionare con una visione diversa, che cerca prevalentemente di prendere in considerazione i problemi nel paese estero in cui viviamo. Tutto ciò non deve metterci nella condizione di disinteressarci dei problemi italiani, però prioritariamente dobbiamo pensare a quella forza politica che può veramente interessarsi ai nostri problemi, di noi italiani residenti all’estero.

Posso affermare che durante questa legislatura nessun partito romano ha dimostrato interesse verso di noi, addirittura hanno manifestato che si dovrebbe eliminare il voto estero, cancellando i nostri rappresentanti parlamentari, chiudendoci definitivamente la bocca.

L’unica forza politica che ci ha sempre ascoltato è il MAIE, il Movimento Associativo Italiani all’Estero fondato e presieduto dall’On. Ricardo Merlo, l’unico dei 18 eletti all’estero ad essere venuto più volte in Repubblica Dominicana per sostenere la battaglia della comunità a favore della riapertura dell’Ambasciata italiana a Santo Domingo, chiusa a seguito di una scellerata decisione del governo italiano targato Pd.

L’On. Ricardo Merlo, presidente del MAIE, incontra a Boca Chica un gruppo di italiani residenti nella Repubblica Dominicana – agosto 2016

Il MAIE è una forza prima di tutto culturale e poi politica nata spontaneamente all’estero, è il MAIE soltanto ormai a rappresentarci degnamente a Roma, a rappresentare i nostri interessi e i nostri valori.

Il MAIE in questa legislatura ha eletto due deputati e un senatore. Questa esigua rappresentanza ha lottato in Parlamento per difendere i nostri interessi, certamente non potendo imporsi per la mancanza di forza e peso contrattuale. Ma anche grazie alla continua e forte opposizione del Movimento Associativo certe cose stanno cambiando… e l’Ambasciata a Santo Domingo è stata riaperta.

Quali vantaggi possono trarre gli elettori dalla politica? I vantaggi vengono sempre dal partito che si sceglie e dagli uomini che devono rappresentarci. Penso che per rafforzare l’unione degli interessi comuni dobbiamo scegliere un candidato locale, che abbia dimostrato di essere una persona seria e onesta, di essere un lavoratore, che abbia un percorso alle spalle all’interno dell’associazionismo, che sia apprezzato dalla comunità.

Se ci fosse una persona con tutte queste qualità, il MAIE dovrebbe avere la sensibilità di presentare un candidato locale, uno dei nostri, per poter aggregare e unire tutti i nostri connazionali in un fronte comune e per mandare a Roma una persona degna di rappresentarci.

Se ciò si verificasse, ci libereremmo dalla situazione spuria che le forze politiche hanno creato in Italia e noi italiani di Centro America e Caraibi, noi italiani nel mondo, smetteremmo di essere sempre l’ultima ruota del carro per i nostri governanti e legislatori.

E’ giunto il momento che gli italiani all’estero dimostrino a Roma che non esistono solo i partiti che oggi dominano il Parlamento, ma sappiano che nel mondo esiste una forza italiana che può creare, se otterrà il consenso, una rappresentanza con idee ben diverse da quelle romane. Eleggere un rappresentante locale sarebbe un fatto storico, una opportunità data non perdere.

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