Italiani all’estero, Mario Borghese (MAIE) a ItaliaChiamaItalia: “Puntiamo a un gruppo parlamentare autonomo”

Il deputato del Movimento Associativo Italiani all’Estero: “Il Governo e la legislatura dureranno 5 anni. Il Sud America può essere un’opportunità per i giovani in cerca di lavoro”

On. Mario Borghese, MAIE

Mario Borghese è un giovane medico specializzato in dermatologia, nato a Cordoba (Argentina) nel 1981. Ha aderito al MAIE nel 2008, fin dalla sua fondazione, ed è stato eletto nel collegio estero per la Camera dei Deputati nel 2013 e ancora nel 2018. È membro della II Commissione Affari Esteri di Montecitorio.

Onorevole Borghese, quali sono gli obbiettivi del MAIE in questa legislatura?

Alla Camera siamo in sei e facciamo parte del gruppo Misto, siamo la componente più numerosa. Puntiamo ad avere un gruppo parlamentare autonomo così da avere più visibilità e più forza nel portare avanti i nostri progetti per gli italiani all’estero. Se riusciamo a mettere in moto il meccanismo saremo una forza che non si fermerà mai.

Crede che il MAIE possa crescere ancora, anche in caso di elezioni?

Sicuramente, anche se sono convinto che le prossime consultazioni saranno tra cinque anni, la legislatura arriverà fino in fondo. Il MAIE sta portando avanti importanti iniziative e questo non potrà che farci crescere.

Lei ha aderito al MAIE quasi dalla fondazione. Cosa l’ha portata in questo progetto?

Ho aderito dall’inizio, grazie anche al lavoro del Sottosegretario Merlo. Sono legato al mondo dell’associazionismo di Cordoba e dell’Argentina e questo mi ha portato a partecipare ai meeting organizzati nei primi anni. Nel 2008 sono stato candidato per il Parlamento. Avevo solo 26 anni.

Come vede la nomina di Merlo a Sottosegretario agli Esteri?

Sono molto soddisfatto, non lo dico solo come MAIE ma anche come cittadino. È la prima volta che un governo sceglie un eletto all’estero. Questo ci dà la possibilità di cambiare molte cose per i nostri connazionali, avere una persona che conosce questa realtà è molto importante.

A cosa ha lavorato in Parlamento nei primi mesi di legislatura?

Stiamo portando avanti a un progetto per la diffusione della lingua italiana che sarà presentato dopo la pausa estiva in conferenza stampa a Montecitorio. Nel mondo esistono 8 scuole statali, 48 paritarie italiane e 67 scuole di lingua e cultura italiana. Dobbiamo portare più risorse a questo sistema. Dobbiamo anche puntare sull’assistenza sanitaria per i nostri connazionali all’estero. Serve creare una rete internazionale sul modello di quella francese. Io vivo a Cordoba dove c’è una realtà economica molto importante, è la seconda città Argentina e vi lavorano molti italiani.

Lei dice che questa Legislatura durerà cinque anni. Ma come vede il futuro di questo Governo Lega/M5S?

Questa maggioranza arriverà alla fine perché sono partiti complementari. Il Governo sta lavorando positivamente per gli italiani all’estero, la nomina di Merlo, primo italiano eletto all’estero, è un segnale importante.

I dati del rapporto Svimez ci dicono che milioni di italiani residenti nel Sud Italia lasciano la loro terra per problemi economici e lavorativi. Pensa che il Sud America possa essere un luogo dove gli italiani possano trovare una realtà economica e sociale migliore?

Purtroppo il Meridione è una realtà difficile per i nostri giovani. Credo che il Sud America possa essere un’opportunità. Ci sono paesi come Cile, Perù, Uruguay, Argentina o Colombia che crescono del 4% ogni anno, regioni con tantissime materie prime che possono essere competitive e dare tanto al mondo. Hanno buoni rapporti economici tra di loro in quanto non sono concorrenti. Ci sono ottime possibilità di business e questo può agevolare i giovani in cerca di opportunità. Potrebbero accogliere queste persone, l’immigrazione degli italiani in Sud America e Australia ha sempre portato buoni frutti per entrambe le parti. Le porte sono aperte.