Emigrati italiani come immigrati clandestini africani? Moavero divide la politica (e il governo)

Secondo qualcuno con le parole pronunciate a Marcinelle Moavero offende la memoria degli emigrati italiani. Per altri ha fatto bene a lanciare un messaggio di solidarietà e umanità. Scossoni anche nel governo

Com’è noto, il ministro degli Esteri Moavero Milanesi a Marcinelle ha pronunciato parole assai divisive, che hanno suscitato parecchie reazioni e scatenato una grossa polemica. Il titolare della Farnesina in Belgio ha voluto paragonare gli immigrati clandestini che oggi giungono dall’Africa con gli emigrati italiani del dopoguerra. Apriti cielo, è scoppiato il finimondo. La Lega interviene sottolineando che il parallelismo di Moavero “è offensivo” e fa lo stesso, fuori dalla maggioranza, il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia.

Di più. Secondo Gian Luigi Ferretti, consigliere CGIE e responsabile relazioni internazionali dell’UGL, il ministro Moavero “ha parlato esclusivamente in francese”. Proprio così. Scrive Ferretti: “Siccome c’ero ho ascoltato con le mie orecchie quanto affermato da Moavero Milanesi che ha parlato esclusivamente in francese quando anche gli oratori belgi cercavano perlomeno di pronunciare qualche frase in italiano vista la peculiarità dell’evento che, purtroppo, ha una forte impronta italiana”. Infatti.

Perché Moavero non ha parlato in italiano? Non ci siamo forse sempre lamentati che in Europa l’italiano viene poco utilizzato e poi che facciamo, a eventi come questo il capo della diplomazia italiana parla in francese? Bah.

A Marcinelle presenti due parlamentari eletti all’estero su 18. Uno di loro, Raffaelle Fantetti, senatore di Forza Italia eletto nella ripartizione estera Europa, non è rimasto affatto contento – fa sapere ancora Ferretti – delle affermazioni di Moavero Milanesi su immigrati africani ed emigrati italiani.

“Offensivo paragonare i nostri emigranti agli immigrati clandestini”, Lega e Fdi contro Moavero

Insomma, per il consigliere CGIE “Moavero offende la memoria dei nostri emigrati in nome della lotta contro il sovranismo”. Secondo Ferretti l’attuale ministro degli Esteri, “già ministro del governo Monti prima e del governo Letta poi, non è cosciente di quale tipo di governo faccia parte”, “l’ho sentito stigmatizzare i rigurgiti di sovranismo e di nazionalismo e magnificare il radioso futuro dell’Unione Europea”.

Non è finita qui. Nel momento in cui scriviamo interviene Paolo Borchia, capo del dipartimento della Lega nel Mondo, che a proposito del parallelismo tra l’emigrazione italiana e gli odierni flussi migratori fatto non solo dal ministro Moavero, ma anche da Pd e sinistra in generale, osserva: “Non è più tollerabile che le commemorazioni per il dramma di Marcinelle siano puntualmente strumentalizzate”.

Matteo Salvini a Bono Vox: “Agli italiani che emigravano nessuno dava colazione, pranzo e cena”

“I nostri Connazionali sono emigrati per migliorare le loro condizioni di vita attraverso il lavoro e, nel tragico caso di Marcinelle, a seguito di un accordo bilaterale tra i rispettivi governi; è evidente come tali caratteristiche non siano in alcun modo correlabili con i flussi migratori attuali“, sottolinea Borchia.

La poltrona del ministro Moavero è in bilico? Traballa? No, non più di tanto. Ha dalla sua parte il capo dello Stato. Però nel governo ci sono stati degli scossoni dopo le sue parole.

Michele Schiavone, Segretario Generale del CGIE, è invece dalla parte del ministro. “Il Consiglio generale degli italiani all’estero si riconosce nel messaggio pronunciato a Marcinelle dal Presidente Moavero Milanesi”. E meno male, visto che Moavero è anche presidente CGIE.

Dal Movimento 5 Stelle parole di sostegno al titolare della Farnesina. “Le parole del nostro ministro degli esteri sono fondamentali perche’ ricordano semplicemente a tutti quanto sia importante la compassione, che e’ la capacita’ di vestirsi dei panni degli altri. Non esiste futuro su questa terra se non abbiamo compassione e sono contento che a ricordarlo e’ un ministro del nostro governo”. Lo afferma, in un post su Facebook, Luigi Gallo, M5S, presidente della commissione Cultura della Camera.

La senatrice M5S Elena Fattori: “Ho conosciuto il ministro Moavero all’inizio della scorsa legislatura da vicepresidente della Commissione Politiche Ue del Senato. Ci venne a spiegare la legge 234 del 2012 che regola i rapporti del nostro Paese con l’UE e punta a rafforzare la partecipazione dell’Italia al processo normativo europeo. La sua lezione ai neo senatori fu utilissima per essere parte attiva in commissione e incidere a livello europeo. Grande stima ne ebbi allora, stima che rinnovo ora”.