Quelli contro il voto estero, ma solo se vince il Sì

Salvini, “voti comprati da Renzi”. Gli risponde il Pd: “Anche Lega ha votato in Parlamento legge Tremaglia, è meglio se taci”

Secondo alcune stime che provengono dal Pd, sponda renziana, del milione e 600mila voti arrivati dagli italiani all’estero circa il 75%, pari a 1.200.000, dovrebbero essere a favore del Sì. Un dato che riporta ottimismo al Nazareno e nel quartier generale dei Democratici. Ma che preannuncia nuove e fortissime polemiche qualora questi voti risultassero decisivi.

Continuano intanto le polemiche sul voto degli italiani nel mondo. Secondo il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, “alcuni Consoli hanno fatto campagna elettorale per il sì, organizzato comizi per il sì a deputati e ministri e siccome sono gli unici che vigilano e dipendono dal governo mi si permetta di dubitare”. “Il No vincerà nonostante i voti comprati da Renzi oltre confine”.

E’ continuo l’attacco di Salvini al voto estero. Stefano Pedica, Pd, gli risponde così: “Salvini anche oggi ha perso un’altra buona occasione per tacere. In mancanza di argomenti per convincere i suoi elettori a votare No al referendum arriva addirittura a dire che i voti all’estero sarebbero inventati o comprati da Renzi. A furia di spararle cosi’ grosse pero’ rischia solo di cadere nel ridicolo”.

24256-la-russaAnche Fratelli d’Italia parla di “brogli sicuri” oltre confine, ma solo se vince il Sì naturalmente. “Brogli? All’estero è sicuro”, commenta Ignazio La Russa, cofondatore di Fratelli d’Italia. “Se all’estero vincesse il sì in maniera molto più netta dei voti che prende in Italia, noi vorremmo capire voto per voto cosa succede all’estero”. “In Italia vince il No, lo do per scontato, la loro speranza è ribaltare il risultato con i 4 milioni di voti all’estero su cui i brogli sono all’ordine del giorno”.

“Io stessa sto ricevendo molte denunce di italiani all’estero”, ha aggiunto Viviana Beccalossi, esponente di FdI e assessore della Regione Lombardia.

Marina Berlinghieri, capogruppo del Pd in commissione Politiche Europee: “La legge per il voto degli italiani all’estero approvata il 20 dicembre 2001 fu votata anche dalla Lega e da Alleanza Nazionale, che la sostenne con Mirko Tremaglia. Le polemiche di Salvini e di Giorgia Meloni sui presunti brogli preventivi per gli italiani nel mondo sono ridicole, avanzate da chi non ha nient’altro da dire sul merito della riforma”.

Interviene nel dibattito anche Fabrizio Cicchitto, deputato di Ncd e presidente della commissione Affari esteri della Camera: “E’ incredibile quello che stanno dicendo alcuni esponenti del No sul voto all’estero. In sostanza essi lo riconoscerebbero solo se ci fosse, appunto, una maggioranza per il No. Spero che siamo solo di fronte ai fuochi d’artificio finali”.

Luigi Di Maio, parlamentare del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Camera, a chi gli chiedeva se avesse timori sul voto degli italiani all’estero, ha risposto: “Non temo il voto estero piu’ di quello italiano: se ci saranno irregolarita’, saranno denunciate. Adesso concentriamoci sul voto di domenica e andiamo a votare il più possibile per il no”.

Eugenio Marino, responsabile Pd nel Mondo, attraverso ItaliaChiamaItalia invia un messaggio a Salvini: “Il leader della Lega continua a gettare fango sugli italiani nel mondo. A lui vorrei dire solo una cosa: se hai notizie certe di brogli, vai a fare una denuncia. Altrimenti, taci”.