Voto all’estero, Casini (Udc): sia l’elettore a dichiarare la propria volontà di votare

WCENTER 0SMKCCUAIG Foto Roberto Monaldo / LaPresse 22-10-2012 Roma Politica Trasmissione tv "Porta a Porta" Nella foto Pier Ferdinando Casini Photo Roberto Monaldo / LaPresse 22-10-2012 Rome (Italy) Tv program "Porta a Porta" In the photo Pier Ferdinando Casini

"Per assicurare maggiore effettività al ruolo del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero occorre porsi il problema della effettuazione concreta delle elezioni. Le ultime si sono svolte nel 2004, se non venisse rispettato il termine fissato per decreto del 2014 la credibilità dell’Italia verso gli italiani all’estero sarebbe al minimo". Così il presidente della commissione Affari esteri del Senato, Pierferdinando Casini, all’incontro con la plenaria del CGIE.

Secondo il leader Udc “si deve poi discutere sulle modalità delle elezioni. Il sistema attuale è un grande spreco di risorse economiche e bisogna prendere atto che deve essere l’elettore a muoversi per dichiarare la propria volontà di votare: non credo d’altronde che gli Usa possano essere tacciati di non essere democratici. Si può intervenire subito con le europee abolendo il voto presso ambasciate e consolati, stimolando la maggiore integrazione con le istituzioni locali".

Per quanto riguarda i Comites, sono istituzioni "che risalgono agli anni 80, da allora è cambiato il mondo della nostra emigrazione e il sistema di rappresentanza degli italiani al mondo. Siamo contenti di aver avviato la riforma del 2001, sulla normativa dobbiamo però fare molti mea culpa. Se in passato si sono verificato episodi poco edificanti e’ colpa anche della metodologia. Il sistema così come è, è difficilmente difendibile, altrimenti in tempi di crisi c’è il rischio di dover rinunciare a una o l’altra rappresentanza. Evitiamo colpi di spugna con interventi preventivi. Il testo del Senato della scorsa legislatura era perfettibile, ma si deve ripartire da li".

A proposito dei tagli ai consolati: "La commissione Esteri – ha detto Casini – sta esercitando il controllo sulla riorganizzazione della rete consolare, che prevede interventi dolorosi, ma non possiamo fare il sindacalista dei consolati. Dobbiamo cercare di orientare politicamente la metodologia delle scelte. Importante è prevedere una serie di alternative, ma dobbiamo imparare a fare meglio con meno. Non possiamo permetterci troppo personale italiano per il mondo". "Non si possono fare nozze coi fichi secchi, ma credo che in legge di stabilità ci sia qualche segnale positivo. Micheloni (senatore Pd, presidente del Comitato degli italiani all’estero al Senato, ndr) è un cane da guardia, attento ai diritti degli italiani all’estero. E poi c’è la nuova emigrazione: è l’opportunità per i nostri figli del mondo che si apre, ma vi confesso che vedere tante gente che va via – e non so se li rivedremo – è un elemento di riflessione".