"Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un altro banchiere all’economia". Le parole con cui Paolo Becchi – professore ordinario di Filosofia del Diritto presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Genova e considerato l’ideologo del M5S – ha commentato la nomina di Fabrizio Saccomanni al ministero dell’Economia fanno discutere. Su Twitter è lo stesso Becchi a spiegare la sua versione dei fatti su queste dichiarazioni e in generale sul clima di tensione che si respira nel Paese dopo la sparatoria avvenuta qualche giorno fa davanti a Palazzo Chigi. Per esempio rispondendo a Enrico Mentana, che ieri aveva twittato: "Preiti è uno che si è giocato lavoro e famiglia tra biliardo e videopoker. Ha comprato una pistola illegale e pianificato l’azione". Per il filosofo vicino ai grillini, però, questa è una banalizzazione: "Elementare Watson… e se non fosse così elementare?". "Cosa pensa professore?", ha chiesto allora il giornalista, sentendosi rispondere da Becchi che c’è "puzza di bruciato". Qualcuno, leggendo la conversazione, si innervosisce: "Ma l’Università di Genova paga ancora questo cialtrone del M5S?". Il direttore del Tg di La7 cerca però di mantenere i toni bassi: "Tolleranza, please! Lì ci fu di ben peggio: Fenzi". Il riferimento è a Enrico Fenzi, docente di Letteratura italiana presso l’Università di Genova entrato nel 1979 nella colonna genovese delle Brigate Rosse.
Anche la filosofa e neodeputata Pd Michela Marzano si ritrova presto a discutere con il professore dopo aver bollato le sue parole come una "inammissibile istigazione alla violenza". "Da te un attacco di tale bassezza non me lo sarei proprio aspettato", risponde seccato Becchi. Ma la Marzano insiste: "Quale bassezza scusa? Sei tu che stai deragliando in questi giorni senza renderti conto delle possibili conseguenze di ciò che dici". Anche Christian Rocca, direttore di "IL", il magazine mensile del Sole 24, è duro con il filosofo ma, soprattutto, con chi in questi mesi ha corteggiato i grillini: "C’era chi voleva fare il governo con Becchi e si lamenta della Lorenzin". Sceglie l’ironia per insistere sullo stesso punto il giornalista del Foglio Claudio Cerasa: "E pensare che il Pd voleva fare le nozze con i fichi Becchi". Gianni Riotta, invece, si rivolge direttamente al leader dei cinque stelle: "Caro Beppe Grillo, lei ha il 25% dei voti degli italiani: chiami il ‘filosofo’ Becchi, gli parli, la danneggia mi creda, molto più dei M5S ai talk show". Più diretto il commento di Renato Brunetta, che si chiede: "A che titolo parla questo fomentatore di odio?".
In serata, tuttavia, arrivo lo stesso Beppe Grillo a rispondere all’esponente del Pdl: "Becchi non rappresenta il M5S", twitta l’ex comico. Precisazione che ovviamente non basta a placare la discussione. "Il solito Becchi vaneggia di fucili, per favore ditegli di smettere", cinguetta un irritato Gad Lerner. Articolato ai limiti dell’ermetismo, invece, il tweet di Oscar Giannino. Testualmente: "Caso Becchi neosintomo Ita, rivolta verbale sempre + estrema da assente risposta politica. Come in Considerazioni di un impolitico di T. Mann". Filippo Facci preferisce invece la sintesi: "Il professor Becchi è un cretino. Che altro aggiungere?".





























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