VIDEO | Ius culturae, Pd: “Legge di civiltà”. M5S frena, Meloni scende in piazza

Continua il dibattito sulla cittadinanza agli stranieri, tra ius soli e ius culturae. La maggioranza non è compatta, dall'altra parte l'opposizione è già sulle barricate

Continua il dibattito sulla cittadinanza agli stranieri, tra ius soli e ius culturae. Proprio quest’ultimo rappresenta l’obiettivo a cui vorrebbe arrivare il Partito Democratico, insieme a Leu. Proprio nelle scorse ore è stato avviato alla Camera l’iter legislativo per cambiare la normativa in materia.

Fausto Raciti, deputato Pd, commenta i lavori di questa mattina della commissione Affari costituzionali alla Camera: “Bene, questa mattina, su giusta iniziativa del presidente Brescia, la commissione Affari costituzionali alla Camera si e’ riunita con all’ordine del giorno lo IUS culturae, per essere piu’ precisi la riforma della cittadinanza. Il testo pero’ non e’ stato ancora incardinato. Spero si fara’ presto. Mentre tentenniamo, la Meloni e i suoi erano gia’ li’, in passerella, a contestare e pronti alle barricate. A tutto questo c’e’ bisogno di rispondere con nettezza e determinazione, proseguendo velocemente sulla strada dell’approvazione di questa legge di civilta’. Mettiamoci al lavoro”.

Anche Leu stavolta ci crede davvero. Federico Fornaro, capogruppo di Leu, al termine della seduta della Commissione Affari costituzionali: “Ritengo che sia giusto che a oltre 20 anni di distanza dall’ultima legge sulla cittadinanza, con una societa’ profondamente cambiata, si discuta di cittadinanza in un clima sereno. Occorre dare risposte a decine e decine di migliaia di ragazzi che hanno studiato insieme ai nostri figli e che oggi vogliono vedere riconosciuto un diritto. Cittadinanza significa diritti ma anche doveri. È la migliore lezione di educazione civica che si possa fare”.

Ma il Movimento 5 Stelle frena. “Voglio precisare – dichiara in una nota la deputata Vittoria Baldino del Movimento 5 Stelle – quanto detto in precedenza su Rousseau: ho parlato della nostra piattaforma come strumento di democrazia interna. Il programma con cui ci siamo presentati alle elezioni politiche è stato costruito su Rousseau. E sempre sulla nostra piattaforma è stato votato l’accordo con il Partito Democratico. Ma in nessuno dei due documenti è presente lo Ius Culturae. Ecco perché, per il MoVimento, non è da considerarsi una priorità”.

Intanto Renata Polverini si è autosospesa dal gruppo di Forza Italia a Montecitorio: “Purtroppo l’ostruzionismo del mio partito in Commissione ha impedito l’abbinamento che era scontato tra la mia proposta sullo #IusCulturae e quella sullo #iussoli dell’On. Boldrini. A questo punto – fa sapere su Twitter – mi autosospendo dal @GruppoFICamera”.

Dall’opposizione, Giorgia Meloni assicura: se la legge andra’ avanti Fratelli d’Italia “prima chiedera’ al capo dello Stato di non promulgarla e poi fara’ una raccolta firme per un referendum abrogativo”. Meloni aggiunge: “Un’altra cosa vergognosa e’ che non si puo’ proporre una cosa, ma siccome ci si vergogna di quella cosa, la si chiama con un altro nome. Perche’ la proposta Boldrini non e’ IUS culturae ma lo IUS soli”. La verità? “La sinistra con questa legge vuole i voti degli immigrati”.

E ancora: “In Commissione abbiamo chiesto che in questa legislatura non si discuta di ius culturae. La nostra costituzione afferma che la sovranita’ appartiene al popolo e alle ultime elezioni i partiti che avevano inserito nel programma una riforma della cittadinanza hanno preso il 20%. Una riforma su un tema di tale impatto penso non si possa fare senza prima chiederlo ai cittadini”.

IL SONDAGGIO

Secondo un sondaggio EMG Acqua presentato oggi ad Agorà, su Rai Tre, il 53% dell’elettorato totale non è d’accordo sulla proposta di dare la cittadinanza italiana agli studenti minorenni figli di stranieri, mentre il 38% è favorevole.