Via il presepe dalle scuole, e poi che accadrà? – di Simona Aiuti

Da alcuni anni qualche dirigente scolastico ha pensato bene di eliminare il presepe da alcune scuole perché offende o potrebbe offendere l’Islam. Poi, per gradire, delle sollecite maestrine hanno eliminato vari canti di Natale in cui s’inneggiava a Gesù bambino e così è stato sloggiato anche lui. Poi qualche crocefisso è volato dalla finestra come se niente fosse, e una volta giunti in mensa ci siamo accorti che la carne di maiale è stata in parte bandita per non incomodare il sistema nervoso di taluni e mettere invece a dura prova quello della maggioranza, come se fosse la cosa più normale del mondo.

Neanche a dirlo, la diva dei bimbi, ovvero Peppa Pig, è stata esiliata, forse è al confino a Pianosa, non saprei, ma è rosa, è una scrofa ed è stato ritenuto opportuno censurarla, sempre per il contorto pensiero di certi scriteriati s’intende, e in silenzio, perché sembra che per il Corano sia meglio mettere via gli strumenti musicali; che qualcuno voglia bandire anche i concerti rock perché si rischia di offendere le orecchie caste di alcuni religiosi? Vedremo.

Sembra preistoria il tempo in cui con le maestre s’andava a fare il precetto pasquale, si faceva la preghiera prima d’iniziare le lezioni e capitava anche qualche messa di straforo, però nessuno pensava che pregando si potesse offendere qualcuno. Chissà perché oggi invece questa balzana idea è piuttosto diffusa tra le maestrine.

Perché mai un bimbo islamico dovrebbe venir traumatizzato nel vedere il bue e l’asinello? Dopo tutto nella sua confessione ci saranno senz’altro giorni di festa e a me non disturbano affatto, che festeggino pure. Insomma, per via di una travisata forma di rispetto, un’idea di tolleranza che tale non è, anche l’Italia sta rinunciando ai suoi simboli culturali, inevitabilmente legati alla tradizione cristiana e il corpo insegnante è il primo picconatore.

Francamente proprio mi sfugge come “tu scendi dalle stelle” possa offendere qualcuno, oppure come i poveri re magi e una manciata di pecore e pastori debbano restare confinati in una scatola di cartone in soffitta, senza poter fare la loro innocua passerella per le festività natalizie.

Sembra che in mensa, se chiedo espressamente solo pesce o formaggio il venerdì, perché mi permetto di essere cristiana e invece di essere sbranata dai leoni vorrei addentare uno stracchino, qualcuno scuote il capo e mi chiede anche dei certificati medici, poi però come per incanto ogni traccia di salsiccia suina, bistecca di maiale e la più piccola traccia di porco scompare senza l’ombra d’un grugnito.

Eppure se io vedo dei cinesi mangiare scarafaggi, gatti, cavallette e scorpioni, gli dico buon appetito, e proprio non capisco come la sola presenza del “porco” possa offendere, visto che in Italia lo mangiamo da sempre, dopo tutto agli altri cosa importa?

Al peggio però non c’è mai fine, visto che pochi giorni fa i ragazzi della scuola primaria Matteotti di Firenze sono stati costretti a rinunciare alla mostra “Bellezza divina”, perché gli insegnanti non volevano urtare la sensibilità dei non cattolici! Mi domando le mamme italiane, cristiane, cosa stiano facendo oltre all’aperitivo!?

Io sono cristiana e se entro in una sinagoga non mi sento affatto offesa nella mia sensibilità, semmai essendo in un luogo sacro e pregno di spiritualità, al massimo posso essere pervasa dalla presenza di Dio e se il luogo è antico e bello, lo ammiro. Sono davvero basita, anche se la mia espressione è mal garbata, nel vedere quanto tatto, quanta sollecitudine, quanta delicatezza e sensibilità commovente e ineccepibile abbiano questi insegnati italiani pagati con denaro pubblico per evidentemente “non fare il loro lavoro” o per farlo malissimo o per fare tutt’altro che gli interessi degli italiani che li pagano. Come mai tanto tatto per alcuni bambini e poco amore cristiano per gli altri cui tolgono il presepio? Forse tali soggetti dovrebbero cominciare ad avere delle sanzioni disciplinari, magari anche un trasferimento punitivo e/o il licenziamento, perché no?

Il compito degli insegnanti dovrebbe essere quello d’insegnare, non quello di turbare i nostri figli rubando loro il Natale, il presepe, la letterina e i canti. Questi dirigenti e/o insegnanti dovrebbero capire che se io camminando sui marciapiedi sono costretta a scendere perché sono tutti occupati dagli islamici in ginocchio che pregano e sono così gentile da non chiamare i vigili, e quando incontro donne con il burqa non chiamo i carabinieri, i loro figli possono convivere con Santa Lucia, Sant’Antonio, il presepe, Gesù bambino, la Sacra famiglia e tutti i santi del Paradiso senza crescere traumatizzati. Oppure ci sono altri paesi in cui vivere.