Venezia, Brugnaro: sì alle grandi navi e al Mose

Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia, ospite di “24 Mattino” di Alessandro Milan su Radio 24,  ha parlato del tema delle Grandi Navi a Venezia: “C’è un movimento di protesta che ha trasceso le intenzioni originarie. Le navi non devono passare per San Marco e per il Canale della Giudecca e siamo tutti d’accordo su questa posizione, da sei anni. Ma nessuno ha indicato una via alternativa. Il Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia Paolo Costa ha proposto di fare un canale nuovo, che si chiama Contorta. Io sono contrario. Le navi possono passare dal canale dei Petroli, arrivano fino alla raffineria e si immettono sul canale Vittorio Emanuele, che va sistemato e allargato, ma c’è già. Si arriva così alla Marittima e si salvano 5mila posti di lavoro”.

VENEZIA, "BASTA CLANDESTINI"

Da Brugnaro anche una battuta sul Mose: “Nel Mose c’è la questione della legalità e la magistratura sta facendo indagini. Vadano fino in fondo e secondo me arriveranno fino a Roma. A me interessa del Mose la parte ingegneristica. Tifo perché funzioni perché considero il Mose una delle più grandi opere di ingegneria marittima al mondo”.

Brugnaro a “24 Mattino” su Radio 24 parla infine della sua appartenenza politica: “Non sono né di destra né di sinistra. Io non ci credo proprio alla destra e alla sinistra, non ci ho mai creduto, non ho mai avuto una tessera politica in 53 anni. Tifo la Reyer basket e sto con i cittadini”. E ha confermato di guardare con simpatia a Renzi: “Confermo l’episodio citato dal premier. Quando Renzi è venuto a Venezia l’ho incontrato e gli ho detto: ‘Guarda che qui a Venezia l’unico renziano sono io’. Era una battuta ma non troppo: io stimo molto Renzi per il coraggio che ha. Come stimo molto Luca Zaia che alle ultime regionali è stato votato da tutti. Vuol dire che è una persona perbene ed è molto bravo ad amministrare. Renzi invece è coraggioso”, continua il sindaco di Venezia Brugnaro a Radio 24, “ci ha messo la faccia, ma la storia delle primarie lo sta fregando. Io l’ho anche detto ai suoi: le primarie o le regoli per legge o i famosi gruppi sociali organizzati che non hanno niente da fare partecipano in massa alle primarie e tu non fai un sindaco tuo. Così ha finito per non avere riferimenti sul territorio”.