Vendola, ‘Renzi? Il marketing non può sostituire la politica’

Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà, in un’intervista all Manifesto, dice: “Bisogna prendere sul serio Renzi e incalzarlo sul terreno della concretezza, segnalando ai suoi apologeti i rischi delle retoriche nuoviste. Alla Leopolda è andato in scena il ‘mai più larghe intese’. Ma se le larghe intese sono la crisi della politica e l’agonia della sinistra, perché quel ‘mai più’ è proiettato in un indefinito domani?". "Le larghe intese – prosegue il leader di Sel – sono state percepite come una minaccia dalle straordinarie piazze del 12 ottobre – in difesa della Costituzione – e del 19 – la denuncia della ferocia delle politiche dell’austerità. E ora suscitano indignazione anche nella platea della Leopolda: allora perché il Pd ne è il pilastro? Renzi abbandoni il teatrino e guardi la realtà. Altrimenti il ‘mai più larghe intese’ diventa un biglietto dei Baci Perugina".

"Di Renzi apprezzo lo sforzo di rinnovare il linguaggio, ma con un’avvertenza: il marketing non può sostituire la politica. Non servono furbizie lessicali, né la via semantica al socialismo. Vorrei capire qual è la sua idea del declino del Paese, del suo sprofondare nella povertà diffusa". "C’e’ una parola antica – prosegue il leader di Sel – che afferra le caviglie delle giovani generazioni, del lavoro e delle famiglie: ‘diseguaglianza’. Dobbiamo o no fare i conti con il fatto che la povertà è cresciuta e anche la ricchezza di chi gode di un trattamento fiscale di favore? Solo in un Paese berlusconizzato ci si autocensura dinanzi alla necessità di una patrimoniale sulle rendite finanziarie. La parte del discorso di Renzi sulla legge elettorale – sottolinea Vendola – è quella che trovo più vecchia. La suggestione presidenzialista è figlia di una vecchia operazione ideologica che cerca di attribuire alla democrazia la colpa delle inefficienze e delle crisi. Renzi rifletta meglio. La democrazia dev’essere salvaguardata dai richiami plebiscitari e dagli uomini della provvidenza".

"L’infinita transizione italiana continua, l’impegno alla deberlusconizzazione della politica e della società è di lunga lena. Ci attendono prove impegnative a cui dovremo corrispondere con il massimo coraggio. Costruire uno spazio pubblico che chiami in causa il Pd ma anche il mondo che si mobilita per la Costituzione, e l’infinita carovana delle vertenze anticrisi. E’ un’operazione quasi acrobatica, ma da tentare". "Renzi occupa uno spazio – prosegue il leader di Sel – che la crisi delle nomenklature postdc e postpci ha reso gigantesco. Dobbiamo abbattere le barriere che impediscono ai mondi diversi di confrontarsi. Lo dico anche a Gianni Cuperlo: mentre cerchiamo il meglio, non possiamo tenerci il peggio, cosi’ come sta accadendo oggi con le larghe intese. Ne va della credibilita’ del progetto. Insomma, – conclude Vendola – un nuovo centrosinistra ha bisogno di essere una visione del futuro dell’Italia. Con parole precise su reddito e sul reddito minimo garantito, sul diritto allo studio, alla casa, sulla riconversione ecologica dell’economia, sulla libertà e competenze della donne, sul ruolo dell’Europa nel Mediterraneo e sul ripudio della guerra”.