UNA RICETTA SPECIALE | La cucina italiana e i buongustai

Una ricetta che non conoscete, ne sono sicuro: sponza e patate. Adoro la cucina italiana, la semplicità dei piatti poveri e genuini

“La vita è una combinazione di pasta e magia” (Federico Fellini)

“Soltanto gli idioti non sono buongustai” (Guy de Maupassant)

“Il più grande oltraggio che si possa fare a un buongustaio, è interromperlo nell’esercizio delle sue mascelle” (Grimod de la Reynière, gastronomo francese)

“A tavola perdonerei chiunque. Anche i miei parenti” (Oscar Wilde)

“Tutta la storia umana attesta che la felicità dell’uomo, peccatore affamato, da quando Eva mangiò il pomo, dipende molto dal pranzo” (George Gordon Byron)

UNA RICETTA POCO CONOSCIUTA

Sponza e patate, se avete voglia di un buon piatto semplice e povero di inizio settimana! Sperando che il maltempo finisca e ci risparmi altri drammi e tragedie, vi proporrò una ricettina che allieterà, se volete, la vostra tavola.

SPONZA E PATATE, DA GEMMA, COSENZA

Sono certo che non la conoscete. Tranne i miei amici e parenti calabresi, e forse neanche tutti, tra di loro. Il ricordo mi arriva dalla mia cuoca preferita, Gemma Altimari, Cosenza. Sponza e patate, dunque. La sponza è l’inflorescenza del broccolo.

DIALOGO CON LA ZIA

“Zia, ho comprato una sponza”. E la zia, già in sinale (in calabrese, vuol dire grembiule), e con una padella in mano davanti ai fornelli: “Lo facciamo fritto?” Per provocazione: “Zì, per forza fritto? Perché no al vapore?”. Lei si indigna e io mi affretto a mettere l’olio in padella. Al lavoro. Sbucciamo le patate. Ed ecco quanto occorre e come procedere.

IL NECESSARIO E LE DOSI

4/5 patate medie, 1 broccolo, olio, peperoncino, sale e aglio. Sbucciate le patate, tagliate a piccoli spicchi. Dividete la sponza a cimette. In un largo tegame mettete a soffriggere l’olio con l’aglio e il peperoncino. Aggiungere le cimette della sponza e le patate, poi salare e lasciare cuocere a fuoco moderato.

PIATTI SEMPLICI, POVERI, POPOLARI

Ora, parliamone un po’. In altre occasioni vi ho detto che adoro i cibi semplici, popolari, poveri: certo non guasta se i costi sono minimi, di questi tempi, come furono, nella mia infanzia, gli anni della seconda guerra mondiale. Sono piatti che difficilmente troverete al ristorante perché costano poco, il sovrapprezzo non può che essere limitato, limitatissimo. Il mio piatto povero preferito è la pappa al pomodoro, di origine toscana: pane secco e duro e pomodoro.

SPICCIOLI E NOSTALGIA

Ho chiesto perciò aiuto alla mia sapiente amica e spero che la sua proposta possa piacervi. Di certo chiunque può realizzarla con pochi spiccioli, e portarla in tavola, accompagnando sponza e patate con un indispensabile bicchiere di buon vino rosso. Per me, in aggiunta, ci sono anche le nostalgie calabresi.