Turismo, Garavaglia: “Puntare sugli italiani all’estero per valorizzare l’Italia”

“Noi abbiamo un grandissimo patrimonio non ancora utilizzato. Gli italiani all'estero sono proprio la possibilità di riscoprire questo patrimonio non messo a reddito”

Massimo Garavaglia, ministro del Turismo, intervenuto alla Conferenza permanente Stato-Regioni-Province autonome-Cgie, ha detto: “L’Italia è uno dei paesi più desiderati al mondo. Un sacco di enogastronomia italiana viene contraffatta, questo vuol dire che c’è un enorme desiderio d’Italia. Quanto abbiamo ancora di patrimonio non messo a reddito? Questo è il tema”.

“Quando parliamo di sostenibilità io la intendo come patrimonio da non consumare, da far crescere, da mettere a reddito. Noi abbiamo un grandissimo patrimonio non ancora utilizzato. Gli italiani all’estero sono proprio la possibilità di riscoprire questo patrimonio non messo a reddito. È normale che gli stranieri quando vengono in Italia vanno a Venezia o Roma, però l’Italia è un museo al cielo aperto tutto. Proprio le radici consentono di riscoprire questa Italia minore, che è minore solo perché meno conosciuta. Questo è un tema su cui lavorare”.

“La prima cosa che abbiamo fatto è stato metterci a contatto con le regioni. Il titolo V c’è, e la prima cosa è la leale collaborazione. Il primo tassello infatti è stato creare il ministero, il secondo la collaborazione con le regioni. Per quanto riguarda la parte digitale abbiamo avviato la ristrutturazione del portale italia.it. A riguardo, i punti sono due: il primo è avere i dati aggiornati, presi da voli aerei, telepass e telefonia. L’altra parte è la promozione, che riguarda da un lato i territori, dall’altro i temi. Noi facciamo una cornice, poi i singoli territori dovranno riempirlo con i loro temi. La Spagna, per esempio, per attirare i cittadini nelle terme ha utilizzato un sistema che, tramite un numero verde, organizza tutto. Noi dobbiamo copiare questo sistema”.

Commentando l’obbligo di tampone per entrare in Italia: “Il tema non è la misura in sé, quanto la programmazione. Il sistema è fragile e vive di segnali e non sostanza. Il problema è come comunichi le azioni. Una misura del genere è anche condivisibile, ma c’è bisogno di preavviso. Bastava dare un minimo di tempo per organizzarsi, come ha fatto la Grecia”.

Parlando poi del problema della comunicazione ha aggiunto: “Più di un ministro e diversi diplomatici esteri mi hanno detto che noi stiamo comunicando male la situazione italiana. Diamo un’immagine di un paese messo malissimo, ma in realtà siamo quelli messi meglio – ha proseguito Garavaglia -. Oggi c’è sciopero, se si facesse una settimana di sciopero sull’informazione del Covid staremmo tutti bene. Per esempio, che problema hanno le persone nel prenotare la settimana bianca? La gente magari ha paura che se cambia colore la regione non può tornare a casa, ma in realtà questa regola non c’è più. Si comunicano solo le cose negative”.