Una vacanza da sogno tra i misteriosi geoglifi di Nazca si è trasformata in una tragedia che ha scosso l’Italia.
Sette connazionali sono morti nello schianto di un piccolo aereo turistico precipitato nel sud del Perù, insieme ad altri quattro cittadini europei e ai due membri dell’equipaggio. In totale le vittime sono tredici.
L’incidente è avvenuto mentre il velivolo, un Cessna Grand Caravan C-208 della compagnia Aerodiana, stava sorvolando le celebri Linee di Nazca, patrimonio mondiale dell’UNESCO e tra le mete più visitate dai turisti che raggiungono il Sud America.
Secondo le prime informazioni fornite dalle autorità peruviane, il pilota avrebbe segnalato un problema meccanico pochi istanti prima che si interrompessero i contatti radio. Le cause dell’incidente sono ora al centro di un’indagine ufficiale.
Nel frattempo il Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni del Perù ha disposto la sospensione immediata delle operazioni della compagnia Aerodiana. Lo stop resterà in vigore fino alla conclusione degli accertamenti, che dovranno verificare il rispetto delle normative aeronautiche, delle procedure operative e degli standard di sicurezza.
Tra le vittime italiane c’è un’intera famiglia di Monza: Cristina Bianco, 57 anni, fondatrice e amministratrice delegata di Aegis, già dirigente di Andersen Consulting ed esperta di executive search e strategia organizzativa, il marito Paolo Gianturco, senior partner di Deloitte nell’area consulting, e i figli Matteo, 24 anni, e Pietro, 18 anni.
Nello schianto ha perso la vita anche un’altra famiglia italiana, residente a Seregno, facendo salire a sette il numero complessivo dei connazionali deceduti.
Profondo il cordoglio espresso dal ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, che ha parlato di “un viaggio di gioia trasformato in una tragedia che colpisce tutta la comunità nazionale”, ringraziando la Farnesina per il rapido intervento di assistenza alle famiglie.
Anche il deputato del Partito Democratico eletto all’estero, Fabio Porta, ha manifestato vicinanza ai familiari delle vittime.
“Sette vite italiane spezzate, due intere famiglie unite in un viaggio che doveva essere di scoperta e bellezza e che si è invece trasformato in una tragedia immane”, ha dichiarato il parlamentare, sottolineando l’importanza del tempestivo intervento del Ministero degli Affari Esteri e dell’Ambasciata d’Italia a Lima nel fornire assistenza ai familiari.
Porta ha inoltre auspicato che le indagini avviate dalle autorità peruviane consentano di chiarire con precisione le cause dell’incidente e contribuiscano a rafforzare gli standard di sicurezza dei voli turistici in un’area visitata ogni anno da migliaia di persone provenienti da tutto il mondo.
Una tragedia che lascia sgomente due comunità lombarde e l’intero Paese, mentre il dolore dei familiari si accompagna all’attesa di risposte sulle cause di un disastro che ha interrotto, nel modo più drammatico, un viaggio nato per ammirare una delle meraviglie archeologiche più affascinanti del pianeta.




























