Il giovane somalo arrestato ieri in Molise con l’accusa di istigazione al terrorismo "avrebbe proceduto se avesse ricevuto gli ordini dall’alto". Non ha dubbi il procuratore di Campobasso, Armando D’Alterio. “Aspettava solo l’ordine per agire”, ha sottolineato. "Non era un pazzoide, fino ad adesso si e’ trattenuto".
Dal carcere intanto il 22enne continua a ripetere di non aver fatto niente: "Perche’ mi arrestano? Non ho fatto nulla, non ho ucciso nessuno". "Lui – spiega il suo legale, Antonio Di Renzo -, non conosce l’iter della giustizia italiana", come non conosce bene nemmeno la lingua italiana. E’ sicuro solo di una cosa: "Il suo arresto non e’ concepibile: e’ una cosa fuori dal normale".
"STAVA ORGANIZZANDO UN ATTENTATO A ROMA"
Ancora in queste ore gli investigatori stanno verificando i contatti in Italia e all’estero: i segnali in entrata e in uscita dal telefono del giovane portano gli inquirenti a pensare che "i viaggi che lui doveva fare erano probabilmente di avvicinamento a possibili zone di attentato", sempre a patto che "gli fosse arrivato il placet definitivo dall’alto".
"L’indagine per il reato di istigazione non e’ conclusa, ma e’ a buon punto e sta facendo passi avanti, come prende piede l’ipotesi relativa all’associazione terroristica", riferiscono fonti investigative. Nelle prossime ore si terra’ l’udienza di convalida per il 22enne nel carcere di Larino.






























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