Tampone obbligatorio ingresso Italia, Gozi: “Non è certo una bella notizia per l’Europa”

“Non è una bella notizia che uno Stato metta ulteriori ostacoli alla libertà di circolazione. Capisco Draghi, ma credo che questa misura alla lunga non convenga neanche all’Italia”

Sandro Gozi, europarlamentare di Renaissance UE, è intervenuto su Radio Cusano Campus e sul tampone obbligatorio per l’ingresso in Italia ha detto: “Sono rimasto molto sorpreso perché non c’erano indicazioni sul fatto che l’Italia stesse andando in questa direzione. Chiedendo il tampone creiamo un ulteriore ostacolo alla libertà di circolazione in Europa e questo è possibile solo se si prova che vi è una reale necessità e una proporzionalità”.

“Non è certo una bella notizia per l’Europa nel momento in cui dobbiamo vincere la battaglia contro il covid, perché crediamo che il green pass col vaccino sia sufficiente per circolare. Capisco però anche che i timori sulla variante omicron abbiano spinto il governo italiano a prendere questa decisione. E’ evidente che quando Draghi dice che dobbiamo tutelare le performance dell’Italia ha ragione, ma io spero che non si torni di nuovo ad un’Europa che pone tanti ostacoli e tanto facilmente.

Credo che questo non convenga neanche all’Italia alla lunga, perché stiamo aprendo proprio adesso un dibattitto in Europa in cui si sta ripensando l’area Schengen, per dare maggiori possibilità agli Stati di mettere controlli alle frontiere esterne per questioni di terrorismo e altre emergenze. Se nel periodo in cui si discute questo, l’Italia è il primo Paese ad introdurre ulteriori ostacoli alla libera circolazione, questo nel dibattito generale può diventare un tema di discussione. Proteggiamoci, ma pensiamo bene ogni volta che questo può creare dei precedenti rispetto a un dibattito molto importante”.

Sull’obbligo vaccinale europeo. “L’UE non può obbligare a fare i vaccini. Questa responsabilità spetta ai governi degli Stati membri, ma stiamo spingendo moltissimo all’Europarlamento e in Commissione per spingere i Paesi a vaccinarsi, di fronte alla tanta cattiva informazione che c’è soprattutto negli Stati dell’Est Europa”.