Sorriso (MAIE) a ItaliaChiamaItalia: eletti all’estero schiavi di partito, noi unico antidoto

Augusto Sorriso, coordinatore MAIE USA

Augusto Sorriso, membro del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e coordinatore del MAIE negli Stati Uniti, è stato eletto nel Comites di New York lo scorso aprile. Sorriso, a colloquio con ItaliaChiamaItalia, si dice “molto soddisfatto”, e spiega: “Entrare a far parte di uno dei Comites più importanti del mondo è certamente una grande soddisfazione, un grande orgoglio ma anche una importante responsabilità”. “Il mio impegno per la comunità, anche in questo ruolo, sarà massimo”, assicura.

Augusto Sorriso, perché ti sei voluto candidare al Comites di New York?

“La chiusura del Consolato del New Jersey ha causato una enorme difficoltà nella Comunità, non solo del New Jersey ma anche e sopratutto di New York e del Connecticut. Il Consolato Generale di New York non e’ in grado (non per colpa dei suoi funzionari certamente) di assorbire le richieste di una cosi’ grande comunita’, la miopia della Farnesina ha portato al limite dell’insopportabilità e della decenza le condizioni cui ha diritto un normale cittadino. Per il risparmio (?) di una cifra limitatissima. Il tutto nella completa indifferenza dei parlamentari eletti nella Circoscrizione, totalmente assenti e in tutt’altre faccende affaccendati. I Parlamentari Australiani hanno salvato Consolati di ben diversa ed inferiore importanza. Cercheremo col nostro contributo di aiutare il Consolato Generale a minimizzare tutti i problemi sorti da quella scellerata scelta. Sempre sperando che i diplomatici presenti in loco siano attenti alle nostre indicazioni (spesso ignorate) derivanti da chi sta sul territorio costantemente”.

Quanti gli iscritti Aire nella tua circoscrizione?

“Circa novantamila ufficialmente. Senza considerare  un numero altissimo di non iscritti, soprattutto connazionali recentemente venuti in cerca di lavoro senza nessun permesso di residenza”.

Quale sarà il tuo impegno come consigliere Comites a NY?

“Chi mi conosce – continua Sorriso a colloquio con Italiachiamaitalia.it – sa del mio costante impegno a favore dei connazionali, ma anche per la promozione di lingua e cultura italiana, determinante sui futuri sviluppi delle relazioni tra la nostra comunità e l’Italia”.

Punti a ricandidarti al CGIE?

“Quasi sicuramente, anche se questo Governo con la complicità del MAE ha deciso di ridurre la partecipazione del Nord Centro America a mera presenza di testimonianza riducendone i rappresentanti da undici a tre. Due USA, uno Canada: cancellati il Centro America e i Caraibi. Al cospetto di 6 rappresentanti solo per la Svizzera (senza rancore, ma con tristezza). Il tutto in un panorama che vede questo ex importante consesso ridotto a mera rappresentanza di Europa e rappresentanti del Governo (45 su 63). Per questo dico ex importante”.

Sei coordinatore MAIE USA. Porterai all’interno del Comites alcune delle battaglie del MAIE? Quali?

“Il MAIE è l’unico movimento che ancora cerca di resistere alla deriva distruttiva di questo Governo (e dei precedenti, dopo l’uscita di scena dell’indimendicato On. Tremaglia), si batte per tutti i problemi menzionati anche in questa intervista, che appartengono un po’ a tutta la nostra Comunità residente nel mondo (vedi chiusura ambasciata di Santo Domingo). Ha fatto una proposta di distribuzione dei seggi CGIE razionale ed economica, propone continuamente la soluzione delle nostre problematiche a partire dalla rete Consolare. Purtroppo non si riesce a cogliere l’occasione di quello che potrebbe rappresentare questo movimento, anzi per opportunismo politico c’e’ anche chi in Parlamento ha lasciato il movimento”.

Ce l’hai con qualcuno degli eletti all’estero?

“Alcuni dei nostri parlamentari eletti all’estero sono mossi da interessi che nulla hanno a che fare con le Comunità e molti altri sono incatenati ai partiti che li hanno fatti eleggere e quindi supinamente obbediscono ai loro padroni col supremo interesse di essere rieletti”.

Il MAIE, invece?

“Il MAIE potrebbe rappresentare l’antidoto a questa deriva, ma i nostri elettori  (in Nord America) rispondono più a sollecitazioni di partito che a interesse comunitario. L’esempio dell’America Latina è duro da imitare”.

Prima, quando hai parlato di “opportunismo politico” da parte di chi in Parlamento ha lasciato il MAIE, hai lanciato una frecciatina a Fucsia Nissoli, diciamolo chiaro…

“Con l’elezione di un parlamentare MAIE in Nord America eravamo riusciti a liberarci finalmente dai partiti tradizionali, ma la signora Nissoli ha deciso di vestire altre (tante) casacche politiche che nulla hanno portato di buono. Ridicola è la sua sottoscrizione per il riacquisto della cittadinanza. Una cosa così importante si raggiunge con il peso politico e non con una sottoscrizione che o e’ ignoranza della portata del problema o semplice propaganda politica (la citata chiusura di Santo Domingo ne è un esempio). Speriamo sempre che i nostri Parlamentari un giorno si accorgano dei veri e risolvibili problemi e capiscano come affrontarli (compresa la cittadinanza), in attesa ci lecchiamo le ferite”.

E il MAIE negli Usa?

“Per quanto ci riguarda in particolare siamo riusciti ad entrare in buon numero nel Comites di New York e abbiamo a Chicago un’ottima presenza che ha il suo vertice nel Presidente Luigi Sciortino e siamo presenti in altri tre Comites. Certamente è un buon inizio”.

Twitter @rickyfilosa