Sondaggio Termometro Politico: l’arrivo di Draghi non rassicura gli italiani

Il 61,7% dichiara di non sentirsi ottimista circa il proprio futuro. Per oltre 7 italiani su 10 il premier incaricato otterrà la fiducia del Parlamento

Il 74,6% degli italiani è sicuro che il premier incaricato Mario Draghi otterrà la fiducia del Parlamento. A pensarla in modo opposto è il 18,5%. È quanto emerge dal sondaggio settimanale di Termometro Politico realizzato tra il 2 e 4 febbraio. L’ex presidente della Bce nelle vesti di presidente del Consiglio ispira fiducia al 55,9% degli intervistati, Quattro su dieci invece affermano di non vedere di buon occhio Draghi nel ruolo di premier. Non basta però il suo arrivo a rassicurare gli italiani. Il 61,7%, infatti, dichiara di non sentirsi ottimista circa il proprio futuro. Dopo un anno di pandemia, la maggior parte dei cittadini aspetta fatti e non più parole.

Con l’indice Rt in ribasso, piano piano tutta Italia sta diventando zona gialla. Termometro Politico ha chiesto se la parziale riapertura del Paese è giusta oppure comporta dei rischi. Il 54,9% dei cittadini definisce la scelta giusta se i contagi calano a patto che ci sia una sorveglianza rigorosa del rispetto delle regole. Un ulteriore 30,1% promuove la decisione chiedendo in aggiunta la rimozione delle altre restrizioni (coprifuoco e chiusure serali). A ritenere sbagliata la scelta del governo è il 13,8%. Tra questi c’è chi teme un aumento dei contagi con la riapertura di bar e ristoranti e chi avrebbe preferito un lockdown rigoroso di un mese per abbattere i contagi in vista delle elezioni.

Sull’obbligo della mascherina la maggioranza degli italiani non si fa illusioni: per il 51,9% la potremo togliere solo nel 2022, il 26,2% spera entro la fine del 2021 mentre il 10,5% entro questa estate.

Le intenzioni di voto vedono la Lega incrementare il proprio vantaggio sul Pd attestandosi al 24,5%. I dem rimangono stabili al 19,7% mentre avanzano piano Fratelli d’Italia (16,9%) e M5S (15,9%). Bene anche Forza Italia (6,5%) e Italia Viva (3,4%). Passo indietro per Azione agguantato da La Sinistra (entrambi al 3,3%). Sotto il 2% ci sono +Europa e Verdi (tutti e due all’1,3%) e Partito Comunista (1%).