Si laurea a 81 anni, ‘studio per combattere la noia’

Giuseppe Fusi ha 81 anni e non li sente. Pochi giorni fa ha preso la laurea triennale in scienze politiche all’universita’ di Genova ma la sua carriera accademica non e’ finita: "Adesso faccio la magistrale, mi piace troppo, e’ diventata una specie di droga". Se non detiene il record di laureato piu’ anziano, nessuno gli puo’ contendere quello di "studente modello": in otto anni ha ‘bruciato’ le scuole medie, i cinque anni di ragioneria e il triennio universitario. Il 28 ottobre, discutendo nell’aula Mazzini una tesi sul Risorgimento (Da Pio nono a Depretis) si e’ laureato. Uno dei pochi studenti della facolta’ a non essere andato "fuori corso". Nato nel 1932 in provincia di Ferrara, trasferitosi nel capoluogo ligure nel 1955, una vita da rappresentante di tessuti, non nasconde la felicita’. Tutto e’ iniziato quando, a 73 anni, si e’ iscritto ad un corso di computer per pensionati. In quel momento e’ nata la "folle" idea. "Io avevo solo la quinta elementare – racconta – anche se avevo fatto un pezzo di avviamento agrario, ma c’era la guerra, era difficile. Pero’ ho sempre avuto voglia di imparare". Cosi’, lezione dopo lezione, esame dopo esame, Giuseppe Fusi da Marassi ha inanellato una serie di successi scolastici.

”Quando ho preso il diploma – continua – mi hanno fatto una grande festa. Ho scoperto di stare bene assieme ai giovani. Il mio primo sogno e’ sempre stato di diventare ragioniere e l’ho realizzato. Ma ne avevo un altro: sedermi in un’aula universitaria. Cosi’ mi sono iscritto a scienze politiche". A 78 anni, camicia e giacca d’ordinanza, si e’ presentato sulla scalinata di via Balbi 5, storica sede dell’ateneo genovese. ‘"All’inizio ero spaesato – prosegue – ma l’ambiente qui e’ meraviglioso. Ci sono ragazzi stupendi, altruisti e gentili. Sono loro la risorsa di questo paese. Non sento piu’ la mia effettiva eta’, quando sono in aula siamo tutti uguali". Giuseppe Fusi trascorre tutta la giornata all’universita’, in aula oppure in biblioteca. "Al mattino esco di casa – racconta – come se andassi a lavorare. Mia moglie e’ contenta. Pensare che le mie figlie temevano che ciondolassi per casa o passassi le ore ai giardini pubblici. Se mi fossi ritrovato al bar o al circolo a giocare a carte, come fanno molti miei coetanei, credo che mi sarei annoiato subito. Invece l’universita’ non mi annoia e nella vita l’importante e’ non annoiarsi". Insomma, "tra noi anziani c’e’ chi fa l’orto, chi fa il bricolage, io invece studio e sono felice".