Sempre più italiani all’estero, fuggono da crisi e recessione

La Fondazione Migrantes ha presentato oggi, a Roma, il Rapporto Italiani nel Mondo 2014 (ed. Tau). “Nel mondo sono 4.482.115 i cittadini italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) al 1° gennaio del 2014”. L’aumento in valore assoluto rispetto al 2013 è di quasi 141 mila iscrizioni, il 3,1% nell’ultimo anno. La maggior parte delle iscrizioni sono per espatrio (2.379.977) e per nascita (1.747.409).

Crisi economica e recessione sono spesso le cause che spingono a partire. Infatti, fra gli italiani emigrati nel 2013, la maggior parte hanno fra i 18 e i 34 anni (36,2%), ma non manca la fascia d’età compresa fra i 35 e i 49 anni (26,8%).

Il Regno Unito, con 12.933 nuovi iscritti all’inizio del 2014, è il primo Paese verso cui si sono diretti i recenti migranti italiani con una crescita del 71,5% rispetto all’anno precedente. Seguono la Germania (11.731, +11,5% di crescita), la Svizzera (10.300, +15,7%), e la Francia (8.402, +19,0%).

Un’emigrazione, quella attuale, che sembra ricordare quella dei nostri nonni. Addirittura, negli ultimi anni si registra un aumento nelle partenze.

Nel Rapporto si parla anche di cucina tricolore nel mondo. Il caso italiano è emblematico: la diaspora del secolo della grande migrazione (1876-1976) è stata il più importante veicolo di diffusione di un modello alimentare che è penetrato nelle cucine dei molti paesi di destinazione. La cucina italiana non è stata esportata solo da una minoranza di professionisti dell’arte culinaria, ma è stata creata nei molti luoghi raggiunti dall’emigrazione dei connazionali nella dimensione privata, largamente inconscia e trasmessa oralmente. Un altro grande merito che hanno i nostri connazionali oltre confine, unici, veri ambasciatori dell’Italia nel mondo.